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“Giocare a pensare”, concluso il progetto nelle scuole primarie di Cupello e Monteodorisio

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VASTESE. Grazie all’Associazione Circolo Tennis di Cupello tutti i bambini frequentanti la scuola primaria del Comune hanno potuto seguire un corso completo di minitennis per l’intero anno scolastico una volta alla settimana con il maestro Danilo Licitra e la presenza costante e preziosa delle insegnanti curricolari. L’importante iniziativa, completamente gratuita per le famiglie, ha permesso di introdurre i bambini della fascia di età 6-10 a questo bellissimo sport, favorendo lo sviluppo delle attività motorie, l’educazione alla gestione delle emozioni, al concetto di squadra, di tattica, ma anche e soprattutto al rispetto delle regole di gioco e alla necessità dell’impegno quando si affronta una sfida. Il progetto si è affiancato a quelli di “Scuola in movimento” e “Sport di classe”, promossi dal MIUR e dal CONI, che hanno portato a 2 ore settimanali la pratica motoria nella scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Monteodorisio, rispetto all’ora prevista a livello ministeriale. L’intento è quello di favorire l’incremento del moto che, insieme ad una sana alimentazione (Progetti “La scuola si…cura del mio benessere” e “Frutta nelle scuole”) possa contribuire fattivamente a garantire la buona salute di tutti i bambini. Inoltre si è concluso oggi con la proposta del Mito della caverna di Platone, magistralmente adattata per bambini cinquenni dalla prof.ssa Rosa Cavalletti, l’incursione della Filosofia per bambini nella scuola dell’infanzia di Monteodorisio. Il progetto, condotto dall’insegnante Raffaela Onesi e fortemente voluto dalla dirigente dell’Istituto Comprensivo di Monteodorisio, Concetta Delle Donne, per avviare sperimentalmente un lavoro di familiarizzazione con la filosofia fin dalla scuola dell’infanzia, ha visto protagonisti tutti i bambini cinquenni della scuola durante l’anno scolastico. Partendo da brevi racconti e novelle, i bambini hanno di fatto affrontato temi di rilevanza filosofica, utili ad avviare la riflessione. Grazie ad una serie di proposte di discussione e di esercizi i bambini hanno esercitato l’interrogazione e il confronto su tematiche specifiche.
L’incontro conclusivo con l’esperta ha dato ragione alla pedagogia dell’ascolto: dobbiamo essere convinti che sia possibile ed utile parlare con i bambini, anche molto piccoli e non solo parlare a loro. I bambini hanno fatto gruppo con la professoressa Cavalletti e “fatto filosofia” in un mondo piccolo come un’aula ma grande come una comunità di ricerca.

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