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Amministrative, Prc condivide opinione di Frantoianni: agire sui livelli locali

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VASTO. “Con i vari partiti impegnati a convincere gli elettori della propria vittoria elettorale, come spesso accade in Italia -silegge in una nota del circolo di Vasto del Partito della Rifondazione Comunista rare sono state le serie analisi del voto dopo il primo turno dello scorso 5 giugno. Il dato che emerge in maniera macroscopica, è la vittoria del M5S, che raccoglie non solo un istintivo malcontento, ma anche il voto di chi, non accontentandosi più del meno peggio prova in questo modo a sparigliare le carte.

È un sentimento comprensibile, anche a Vasto, dopo dieci anni di centrosinistra senza infamia e senza lode, che tenta la strada del rinnovamento senza contenuti qualificanti e visto l’impresentabile centrodestra che ha già prodotto disastri quasi irrecuperabili per la nostra città. È evidente, però, che un voto ogni cinque anni non basta per cambiare le cose.

Dati questi presupposti, non poteva prodursi che una emorragia di voti, sia per il centrosinistra che per il centrodestra. Che il centrodestra perda clamorosamente consensi rispetto alle precedenti amministrative non può che farci piacere; che a perdere sia anche la sinistra, rende il lavoro di ricostruzione di una alternativa reale all’attuale crisi, che colpisce anche il vastese, ancora più difficile. A meno che non si percorra una strada di rottura rispetto al soggetto politico che attivamente produce le politiche di sfascio sociale: il Pd.

Per questo non possiamo che accogliere con favore la lucida analisi del segretario nazionale di SEL, Nicola Fratoianni pubblicata sulla piattaforma online di SI-Sel commo.org, nella quale ha tratto la conclusione che “non possiamo credibilmente sostenere che le politiche di Renzi (il Jobs Act, la buona scuola, lo sblocca Italia, la riforma costituzionale e quella elettorale) siano parte di un disegno che ha al centro l’indebolimento della qualità della democrazia nel nostro paese, e poi non essere conseguenti sul piano elettorale e dell’analisi del voto”.

Prima di Fratoianni, eravamo arrivati da tempo alle stesse conclusioni: la sinistra deve essere autonoma e alternativa al PD e non alleata ad esso. E questo dovrà farlo ad ogni livello, non solo per ragioni di chiarezza di proposta politica, ma anche e soprattutto perché le articolazioni locali del Pd sempre più sono i pervasivi tentacoli della sua macchina di consenso. Siamo lontani anni luce delle esperienze di “buon governo” locale e dalla possibilità di articolazioni diversificate dello stesso Pd.

Con l’analisi che citiamo il segretario di Sel riconosce la fine dell’esperienza del centrosinistra. Fratoianni, che pure è stato a Vasto in questa campagna elettorale, vede ora che “La sinistra in questi anni si è raccontata ed è stata percepita come la sinistra del centro-sinistra” e che in tal modo è percepita come inutile.

Sel a Vasto ha fatto una campagna elettorale che ha “sofferto di internità” al Pd, non ha nemmeno tentato di produrre una proposta autonoma da quel centrosinistra che pure il suo segretario nazionale reputa un’esperienza da concludere. Non ci illudiamo, quindi, che dopo le parole di Fratoianni Sel torni immediatamente sui suoi passi. Auspichiamo, però, che tutti coloro che sinceramente e da sinistra ritengono necessaria una alternativa alle attuali politiche renziane, dopo la sbornia elettorale facciano la stessa autocritica di Fratoianni, per realizzare anche a Vasto una rottura con il partito di Renzi e con le sue disastrose politiche”.

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