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L’Inghilterra fuori dall’Unione europea: i commenti dei vastesi a Londra

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LONDRA. La Gran Bretagna è fuori dall’Ue, nel referendum sulla Brexit il 51,8%  ha votato per lasciare l’Unione Europea, il 48,1 per restare. Sono tantissimi i vastesi che vivono nel Regno Unito, per gli stranieri ora vivere e lavorare qui diventerà più complicato.

I commenti:

Vincenzo Mastrovincenzo, 33 anni,  che dal 27 gennaio 2015 vive a Londra dove lavora come sales adviser per la Vorwerk. Ha iniziato questo lavoro in Italia e poi si è trasferito a Londra  perché aveva la possibilità di crescere più velocemente dal punto di vista professionale rispetto all’Italia, in quanto la società ha aperto da poco lì.

“Fortunatamente non ho grossi legami qui in United Kingdomha spigato Mastrovincenzo-  certo ho amici, che mi dispiacerà lasciare certamente, ma grazie a Dio lavoro per un’azienda multinazionale e non ci vuole molto a farsi spostare da un paese all’altro. Adesso non so cosa farò, sicuramente la prima cosa è farmi il passaporto visto che non basterà più la carta d’identità e fare la patente inglese, quella europea non sarà più valida, con il mio lavoro guidare è fondamentale”.

Elsa Jack, figlia dei coniugi vastesi Moretti, vive a Londra da 22 anni. Non ha più il cognome del padre perché nei paesi anglosassoni dopo il matrimonio si tiene solo quello del marito.

“Oggi è un brutto giorno per me –ha detto– non sono d’accordo con questa decisione di uscire dall’Europa. Nella società dove lavoro  abbiamo scambi commerciali con tutta l’Europa.  Uscire dall’Europa significherà  maggiore costo per la società, perché dobbiamo pagare i dazi d’importazione e esportazione”.

Claudia Di Pietropaolo, 33 anni  e che da anni vive a Londra come restaurant administration, ha commentato così: “Sappiamo che comunque la maggioranza è stata ottenuta grazie alla popolazione inglese fuori Londra che non ha la vaga idea della forza lavoro e dell’aiuto che danno gli stranieri. Non sappiamo ancora cosa succederà quindi ci stiamo facendo mille domande e andiamo avanti. Molti prenderanno in considerazione il trasferimento in altre nazioni. Siamo delusi e un po’ arrabbiati”.

Per Ilaria Sanvitale, 31enne originaria di San Salvo, e che da 5 anni vive a Londra dove lavora come farmacista presso un ospedale:  “Oggi è stata una giornata molto triste. La mia opinione magari è un po’ falsata perchè a Londra  l’aria che si respira  è diversa dal resto d’Inghilterra. Qui c’è sempre stato un polo multiculturale funzionante, la città si basa su questo e infatti i risultati del referendum hanno evidenziato il risultato positivo per il “remain”, come anche a Oxford e Cambridge. Invece in tutto il resto del Regno Unito ha vinto la Brexit, che ha basato la campagna sulla paura imminente del sopravvento degli immigrati e sui tagli all’NHS (sistema sanitario pubblico). Quindi il mio punto di vista è quello della maggior parte dei londinesi, ovvero di profonda delusione. Questo perché il tutto è stato deciso da una parte di popolazione che è stata motivata dalla paura. I maggiori votanti sono stati cittadini dai 40 in su, che quindi hanno deciso sul futuro della popolazione più giovane. Personalmente credo che la mia vita non cambierà molto, non avró grandi limitazioni, continuerò a lavorare e pagare  le tasse regolarmente”.

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