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Cotir, Amoroso: “Dopo tante promesse nulla è stato fatto”

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VASTO. “Dopo che diversi politici, oggi consiglieri regionali ed assessori, sono saliti sul tetto per protestare, dopo che i sindacati, soprattutto la Cgil, hanno bloccato l’unica e vera riforma possibile sui Centri di Ricerca preparata dall’ex assessore regionale Mauro Febbo ad oggi ferma in un cassetto, dopo due anni di commissariamento portato avanti dai liquidatori, sembra che la Regione Abruzzo abbia deciso di decretare il fallimento del Cotir”.

Questo il commento dell’ex presidente dott. Alberto Amoroso.

“Purtroppo devo constatare a malincuore  – continua Amoroso – che in questi due anni, dove il sindacato si è letteralmente piegato alla volontà della Regione e di D’Alfonso, poco e nulla si è programmato per far uscire il Centro di Ricerca fuori dalla criticità economica finanziaria. Nonostante le diverse e tante difficoltà  in passato siamo riusciti ad attivare le Misure del Psr affinché il Cotir continuasse a vivere e prendere commesse. Oggi, dopo tante promesse e illusioni, nulla o quasi niente è stato fatto visto che la Regione Abruzzo di centrosinistra ha palesemente manifestato poco interesse al sud dell’Abruzzo e molto interesse invece nel risolvere altre vertenze come ad esempio Arit, Ciapi, Saga. Pertanto – conclude Amoroso – mi auspico una presa di posizione forte da parte della Regione visto che esiste ferma in un cassetto una legge di riordino pronta per salvare le competenze e i lavoratori dei Centri di ricerca abruzzesi. Infatti sa sempre è stato spiegato che solo un fondo di rotazione ad hoc da iscrivere nel bilancio regionale può dare continuità e futuro alla ricerca come è stato anche promesso nelle campagne elettorali da chi oggi è al Governo”.

Così, in una nota stampa, Alberto Amoroso – ex presidente del Cotir.

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