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Forza Italia chiede la revoca del compenso per il presidente del Consiglio Comunale

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VASTO. Conferenza stampa questa mattina presso il bar Crocodile di Vasto dei rappresentanti di Forza Italia per commentare quanto accaduto ieri in consiglio comunale. All’incontro  hanno preso parte tra gli altri il segretario cittadino del partito Massimiliano Zocaro, il consigliere comunale Guido Giangiacomo, Giovanni Uselli, Annamaria Antenucci e Veronica Ventrella .

“Noi di Forza Italia –ha detto Zocaro– proponiamo di eliminare  il compenso del presidente del consiglio comunale”. Insieme ai movimenti civici della coalizione di centrodestra saremo vigili”.

Entra nel dettaglio il consigliere Guido Giangiacomo che spiega: ”Noi non siamo qui per giudicare l’amministrazione Menna, che ancora deve partire.

Ieri si è completata quella critica che abbiamo cominciato a fare a metà del ballottaggio, quando erano usciti i 4 nomi, relativamente giovani. Se le prime 4 scelte potevano corrispondere ad una scelta di gioventù politica e anagrafica , le successive quattro scelte, i tre assessori e il presidente del consiglio sia per età anagrafica che politica non possono che essere radicalmente differenti. Poi ci si può arrampicare sugli specchi e dire che Lina Marchesani è stata scelta come donna di fiducia del sindaco. Poteva nominarla subito, così come avrebbe potuto annunciare subito chi sarebbe stato il presidente del consiglio comunale.

Altra critica, quattro persone a staff. Il sindaco è libero di scegliere tutte l persone che vuole a staff, prima erano tre: Palazzuolo, Salvatorelli e Ventrella , ora sono quattro. Avrebbe avuto un senso ridurre questo numero soprattutto in un momento così difficile in cui si chiedono sacrifici a tutti i cittadini , poteva essere ridotto lo staff ad una persona. Sarebbe opportuno fare concorsi, perché il Comune ha bisogno di personale. Dando certezza alle persone e non cinque anni di elemosina politica.

La nostra iniziativa provocatoria. Nel 2001 abbiamo introdotto l’emolumento per la figura del presidente del consiglio, io oggi invito l’amministrazione a portare al consiglio comunale come primo atto la revoca  per l’appannaggio al presidente, 1600 euro circa .

Rimane poi la pseudo delega alla cultura  data al consigliere Elio Baccalà. Questo è palesemente impossibile. Baccalà potrà proporre eventi ma come consigliere non potrà dare disposizioni.  Nel 1993 Tagliente diede delle deleghe ai consiglieri e la sinistra denunciò il fatto al Prefetto ritenendole illegali.

La giunta è un organo monocratico. Non è mai successo nella storia di Vasto  che un sindaco accentrasse nelle sue mani l’Urbanistica, il Bilancio, il Personale, la Cultura  e i grandi eventi. O il sindaco non si fida dei suoi collaboratori oppure vuole mantenere il controllo di tutto.  L’Urbanistica ha bisogno di un assessore a tempo pieno. Noi aspetteremo un anno. Se entro un anno non ci sarà una proposta di Piano regolatore in variante faremo noi la proposta.

Tutte queste cose che abbiamo denunciato hanno un filo comune denominatore, accentrare il più possibile il potere decisionale nelle mani di pochi e fare in modo che queste scelte non vengano ostacolate in alcuna maniera. Noi ieri non volevamo la carica del secondo vice presidente.  Ludovica Cieri è stata eletta con nove voti, ma due sono dei cinque stelle, il terzo di Laudazi e gli altri sei non sono dell’opposizione che ha votato invece per Cappa, tranne me che ho lasciato la scheda bianca. E’ chiaro che i voti provenivano dall’amministrazione di maggioranza. Questa -ha concluso Giangiacomo- è stata una scorrettezza perché senza quei sei voti, Ludovica Cieri avrebbe avuto tre voti e probabilmente sarebbe stata eletta Alessandra Cappa. Di fatto la maggioranza si è scelta anche l’opposizione”.

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