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Il consigliere Marchesani: “Diffondere la cultura della prudenza in strada”

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VASTO. Considerate le recenti tragedie che hanno segnato di nero la storia della nostra città coinvolgendo tre ragazzi nel pieno della loro vita, abbiamo intervistato Marco Marchesani, il consigliere comunale più giovane.

Come ha reagito alle notizie degli ultimi incidenti stradali in cui tre giovani hanno perso la vita? 
Sono rimasto sconcertato, senza parole. Non ancora riesco a trovare quelle giuste per poter descrivere lo stato d’animo che ho vissuto per ben due volte. Provo molta rabbia e tutto ciò che mi verrebbe da dire sembra inutile. Credo solo che a volte trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato può essere fatale.

Cosa proporrebbe affinché nulla di quanto accaduto possa più ripetersi?
Propongo di diffondere la cultura della prudenza e dell’attenzione in strada, senza dubbio. E’ inconcepibile che in centro si corra a più di cento all’ora. Inoltre mi allaccio a quanto detto in mattinata dall’assessore Barisano, cioè che potrebbe essere utile sviluppare politiche in collaborazione con i locali che offrono divertimento ai giovani. Inoltre proporrei la diffusione di alcool test gratuiti, perché in molti locali è possibile usufruirne solo a pagamento. Non credo possa servire una nuova sensibilizzazione teorica sulla questione, dal momento che, mi auguro, queste stragi abbiano dato una lezione a tutti noi giovani. E’ un po’ come se le avessimo vissute in prima persona.

In questa prospettiva, cioè in quella della sicurezza, quali sono le pecche della nostra città?
Sicuramente la città necessita di un maggior controllo, che non deve essere solo a livello di personale in divisa sulle strade, ma è necessario che queste ultime siano curate, che i guard rail siano a norma e che i semafori siano funzionanti. Spetta poi a ciascun cittadino essere prudente, rispettare i limiti di velocità, non mettersi alla guida dopo aver bevuto troppo. L’amministrazione deve impegnarsi per garantire certi livelli di sicurezza e, posti questi, spetta a ciascuno comportarsi civilmente in strada.

Un appello ai giovani della sua età?
Il mio appello è quello di restare uniti, di stringerci e cercare di crescere insieme da questo punto di vista, cioè di imparare da quanto accaduto e impegnarci ogni giorno affinché nulla si ripeti. Poi l’appello è di essere maturi, di non lasciarci trasportare dalla rabbia, dal momento che nessuno di noi è giudice. Lasciamo a ognuno le sue competenze. E si sa, ogni incidente è un caso a parte e a noi non resta che affidarci alla giustizia. Cito Benigni che disse: ” E’ più rischioso nascere che morire”, per cui proviamo a vivere pienamente ogni giorno perché la vita è breve e al posto di Roberta, Domenico e Andrea poteva esserci ognuno di noi. Mi stringo alle famiglie Smargiassi, Castrignanò e Marinelli e a tutti gli amici più cari.

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