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Neolaureati e insegnamento, in tempi di crisi bisogna provarle tutte

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VASTO. Settembre è il mese della riapertura delle scuole, il mese dei nuovi inizi e per i tanti giovani neolaureati il mese della speranza; in particolare per coloro che hanno fra le mani una laurea in Lettere, Storia o Filosofia, le più note discipline umanistiche. Al giorno d’oggi compiere la scelta di iscriversi ad una di queste facoltà può definirsi un vero e proprio atto di coraggio.
A Vasto e nel Vastese sono tuttavia molti gli studenti che hanno deciso di dedicarsi, anni fa, agli Studia humanitatis, con buona pace delle indagini sul futuro occupazionale dei giovani.
La domanda che solitamente viene loro rivolta dopo aver concluso il percorso universitario è se desiderano approcciarsi al mondo dell’insegnamento. Domanda di cattivo gusto dal momento che in tantissimi aspirano a diventare insegnanti, ma nel concreto sono pochi coloro che credono di riuscirci. Si tratta infatti di una strada che diventa ogni anno più difficile da intraprendere, un percorso senza garanzie, un tragitto costellato di ostacoli; potremmo scriverne per giorni.
D’altro canto questa sembra essere una descrizione adatta a qualunque altro percorso lavorativo che un giovane potrebbe intraprendere nel 2016, per cui niente allarmismi e previsioni apocalittiche. O almeno ci si prova.
Non si può tuttavia misconoscere lo stato reale delle cose: negli uffici scolastici, in questi giorni, sono tantissimi i neolaureati che, in attesa del concorso per l’abilitazione all’insegnamento (TFA), consegnano il modello di messa a disposizione, ossia un documento che attesta la disponibilità della persona a prestare il proprio servizio in qualità di supplente, presso un determinato istituto. E’ consigliabile infatti inviare o consegnare il modulo prima della riapertura delle scuole o in alternativa prima delle vacanze natalizie. Non sono comunque previste scadenze per cui chi non l’ha ancora compilato è sempre in tempo per farlo.
Pile di fogli di carta ornano le scrivanie degli uffici e segretari gentili elargiscono ogni giorno compassionevoli sorrisi ai giovani disoccupati. E’ remota la possibilità di accedere all’insegnamento temporaneo per questa via, eppure in tempi di crisi bisogna provarle tutte.

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