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Bucciarelli: Menna vuole tenere la delega all’Urbanistica, non ci sto

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VASTO. Angelo Bucciarelli interviene in merito alla decisione del sindaco di Vasto, Francesco Menna, di depositare in Procura il fascicolo relativo al Piano attuattivo.
“Strana idea quella di Francesco Menna -dichiara Bucciarelli– su come si amministra la Città di Vasto. In queste ore, da quanto riferisce la stampa, il primo cittadino, sarebbe andato in Procura per farsi “certificare” la correttezza di una delibera della sua giunta, la n. 327 del 07/09/2016, “Approvazione Piano Attuativo comparto D6 località San Nicola“.
A questo punto le domande sorgono spontanee: Che c’entra la Procura di Vasto sul controllo di legittimità di un atto amministrativo? E poi, se proprio vuole essere trasparente fino in fondo, perché non porta in procura tutte le delibere adottate, poche per la verità, dalla sua giunta?
Perché solo una e non le altre approvate quello stesso giorno, sempre in materia d’urbanistica, o giorni successivi, o precedenti? E magari, perché non istituisce un ufficio impiegando un fattorino che quotidianamente trasferisca alla Procura ogni atto amministrativo per la preventiva e successiva autorizzazione?
Però, lo dico con rammarico, la verità, purtroppo, è un’altra: il sindaco Menna, con questo atteggiamento, pensa di minacciare i liberi cittadini dal dissentire alla sua arroganza, quando, con protervia, afferma che si vuole fare sceriffo dell’urbanistica, affermando di essere il solo a potersi occupare di questo importantissimo settore, in quanto privo di interessi. Io non ci sto.
Francesco Menna farebbe bene a lasciare l’Urbanistica ad una persona capace, che abbia ben in mente cosa serve a Vasto, invece di chiedere, inusualmente, pareri di legittimità a organi istituzionali che hanno impegni ben più importanti e gravosi. Ma, soprattutto, lasci l’urbanistica in ossequio all’art 3, comma 1, lettera a, del codice etico del Pd, che così recita: “Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano, in particolare, a rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi o decisioni che abbiano una diretta incidenza, specifica e preferenziale, sul patrimonio personale, del proprio nucleo familiare o dei conviventi, ovvero dei parenti o affini”.

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