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Iannone si racconta: l’amore per la famiglia, per la moto e per Belen

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Il pilota vastese della Moto Gp Andrea Iannone, da settimane sulla bocca di tutti, si confessa in una lunga intervista a Sportweek, il magazine della Gazzetta dello Sport che ieri gli ha dedicato la prima pagina. Un fiume in piena, il nostro campione, che racconta della sua vita privata, dei sacrifici che i genitori hanno fatto e continuano a fare per lui, di come ha conosciuto la sua attuale fidanzata e di come lei è apparsa ai suoi occhi dopo i primi incontri. Ma non solo, qualche battuta anche su di sé in veste di atleta e l’ammissione di aver vissuto un momento davvero difficile durante gli ultimi mesi.

Legatissimo alla mamma, Andrea dice di lei: “mia mamma è da clonare! Se potessi vorrei una moglie così. Con questo sport ho tolto ai miei parecchi momenti di famiglia, e mia madre non ci ha mai fatto pesare niente. Noi a Pasqua a correre, e lei a casa. Delle gare non parla: penso abbia avuto tanta paura, si sia spaventata spesso, ma è brava a non farcelo percepire. Mi manda un buongiorno via messaggio al mattino e un “Come va? Tutto bene? Buonanotte”, la sera. Se non rispondo, dopo due o tre giorni mi chiama. Ogni tanto mi dice: “mi manchi, torna a casa, voglio vederti”. Anche al papà è tanto legato e ha confessato dice che nella vita vorrebbe diventare esattamente come lui. Poi un tuffo nel passato:

Sono uno che ha fatto tantissime cazzate. Ma anche uno che in quinta elementare, appena usciva da scuola al pomeriggio, correva in garage a montare e smontare la minimoto, lavando tutti i pezzi con la benzina. A 10 anni, per dire della passione che avevo. E’ stato un periodo molto bello. Non sono mai stato bocciato però studiare non mi piaceva. Mi sono diplomato perito meccanico in una superiore privata a Pescara frequentata da calciatori… Ma quando i miei genitori andavano a parlare con i professori mi dispiaceva un po’”.

Probabilmente, dopo essere stato esortato, Iannone ha finalmente raccontato il suo primo incontro con la bella showgirl Belen Rodriguez:

Una sera qualche mese fa stavo uscendo dalla palestra e mi ha chiamato un amico dicendomi: ‘Sono in questo ristorante, vieni a fare un salto qui, non ci vediamo da tanto’. Ho risposto che sarei passato ma tornando subito a casa, per guardarmi un film in pace. Sono arrivato ed era a cena con Belen, il fratello di lei e alcune amiche. L’ho conosciuta lì. Qualche giorno dopo ho incontrato di nuovo Jeremiah – il fratello di Belen – ed è nato un bel rapporto: è un ragazzo vero e buono. Ogni tanto ci si vedeva per un aperitivo e capitava ci fosse anche Belen. È una cosa nata così, se dovessi spiegare come non lo so. Io uscivo da un legame molto lungo, finito nel gennaio scorso. Fino ai 19 anni potevo fidanzarmi e non l’ho mai voluto fare, non so perché.
Oggi penso di aver conosciuto una bella persona che, al contrario di ciò che crede la gente, è piena di valori e soprattutto di una semplicità imbarazzante, incredibile. In lei rivedo molto di me anche a livello caratteriale. In questo momento è una storia molto bella. Credo di essermi divertito tanto in passato: mi sono tolto tutte le soddisfazioni ‘peggiori’ che mi giravano per la testa. Perché se le vivi te le togli dalla mente, se le reprimi ti ritrovi a cinquant’anni a fare le cazzate che dovevi fare a 15 o 20. Io sono arrivato a 27 e sotto quest’aspetto posso garantire che non temo nessuno. E sento la necessità, nata negli ultimi due o tre anni, di condividere tutto con la mia donna. Sono proiettato verso qualcosa che abbia un senso: il tempo per le cose senza senso per me è finito“.

Infine la riflessione sulla sua filosofia di vita e su quella che è la sua passione oltre che il suo lavoro; una riflessione alla vigilia della gara che si è tenuta questa mattina in Giappone e alla quale non ha potuto nuovamente partecipare, per via dell’infortunio subito a Misano.

L’amore e la vittoria se le cerchi non arrivano, succede quando meno te l’aspetti. Se vuoi trovare per forza la donna della tua vita non accadrà mai. Se corri con l’ossessione di arrivar primo non ci riesci: l’ansia ti consuma, ti tortura, ti fa star male. Non me ne frega niente se ho vinto o no un Mondiale, ma in ogni gara ho sempre dato il 150%. Ho avuto una moto ufficiale solo in Ducati ma non è una moto facile, non mi è capitata subito una Yamaha che è la migliore. Sono arrivato in MotoGp e ho dovuto mostrare il mio valore ogni anno, disposto a farmi un culo così senza lamentarmi, sempre umile.  

Quest’anno in un momento difficile del campionato sono andato a parlare con Gigi Dall’Igna (direttore generale Ducati). Ci siamo chiusi in una stanza e lui è una delle poche persone con cui ho pianto. Sono riuscito a sfogarmi. Mi ha detto: devi stare tranquillo, il giorno in cui raggiungerai la consapevolezza del tuo talento non ti fermerà più nessuno. E’ un momento che non posso scordare”.

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