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Torna Halloween, la carnevalata “oscura” dalle derive consumistiche

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VASTO. Fra due giorni il calendario segnerà nuovamente l’avvento della festa di Halloween, celebrazione di origine celtica che da più di un ventennio ha preso piede anche in Italia. Una ricorrenza dibattuta, che vede oppositori e sostenitori, tradizionalisti e innovatori e che si trova al centro di un dibattito che chiama fortemente in causa la religione cristiana. Il nome Halloween (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi.

La tradizione vuole che le origini di questa festività siano rintracciate nell’antica Irlanda celtica e fatte risalire al tempo in cui la vita delle persone era lentamente scandita dai ritmi ciclici della natura, secondo i periodi di semina e raccolta. La notte di Halloween, quella del 31 Ottobre, sanciva tradizionalmente la fine del ciclo estivo e l’inizio della stagione fredda e invernale e per i Celti il Primo Novembre rappresentava l’inizio del nuovo anno. L’inverno era considerato una stagione delicata e difficile, che il popolo esorcizzava propiziandosi la benevolenza delle divinità e ringraziandole per il raccolto ottenuto che avrebbe permesso di recuperare provviste utili durante il periodo freddo.
L’inverno però rappresentava anche l’avvizzirsi della natura e in un certo senso la morte di tutto ciò che invece d’estate è vivo e colorato. Durante la notte del 31 Ottobre si credeva di assistere ad una temporanea sospensione delle leggi naturali: questo voleva dire che, solo per una notte, il regno dei morti poteva fondersi con quello dei vivi, e gli spiriti dell’aldilà potevano vagare indisturbati sulla Terra. Si trattava di una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Moltissimi erano i raduni nei boschi in cui venivano effettuati sacrifici animali e, vestiti con maschere grottesche, i Celti credevano in questo modo di spaventare gli spiriti dei morti. La festività giunse poi in America per via delle migrazioni del 1800 e lì venne rielaborata e manipolata, assumendo connotazioni oscure e fini tutt’altro che religiosi.

Il Cristianesimo ha tentato di sradicare i culti pagani legati a questa ricorrenza, ma non vi è riuscito del tutto nonostante la Chiesa cerchi ogni anno di scoraggiare qualsiasi forma di festeggiamento, considerato al pari di una esaltazione satanica.

In Italia a prevalere è l’aspetto consumistico di questa ricorrenza, a beneficio di tutte le attività commerciali che avrebbero soltanto da perdere se improvvisamente venisse meno la carnevalata all’americana. A Vasto moltissime sono le vetrine addobbate per l’occasione e nei supermercati è possibile trovare ogni genere di prodotto che rimanda a simboli “da brivido”. Non solo maschere, travestimenti e e accessori per calarsi pienamente nella parte, ma anche festoni, ragnatele finte e palloncini per creare realistiche atmosfere di terrore. Diffussissime anche attrezzature per la preparazione di dolci e biscotti, e c’è dunque un’ampia scelta di formine, contenitori, stampini e decorazioni. Come ogni anno anche per il prossimo 31 ottobre sono previste orde di ragazzini in giro per il centro storico bussare alle porte delle abitazioni, ponendo la fatidica domanda “Dolcetto o scherzetto?”. L’auspicio è che non si manifestino danni e che nulla di realmente diabolico possa verificarsi. L’appello dei sacerdoti delle parrocchie della città è quello di evitare ogni genere di uscita che abbia anche solamente a che fare con questa ricorrenza, sopratutto perché non si conoscono le reali derive oscure a cui è giunta negli ultimi decenni.

A parte le manifestazioni adolescenziali che, richiamandosi “al regno del terrore”, avranno luogo nei vari quartieri della città, in occasione della ricorrenza di Halloween si sono già svolti alcuni eventi dedicati ai bambini, come la lettura in libreria di brani simpaticamente spaventosi.

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