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Un tuffo nella storia dei d’Avalos con la prof.ssa Flavia Luise

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VASTO. Si è tenuto ieri pomeriggio un interessante convegno di carattere storico organizzato dall’Associazione Amici del Toson d’Oro, nell’anno della 30esima edizione della Rievocazione storica. Il convegno non poteva che svolgersi presso la Pinacoteca del Palazzo d’Avalos dal momento che la tematica è stata “d’Avalos i Marchesi del Vasto, Cavalieri del Toson d’oro”.

Moderatrice del convegno è stata Paola Cerella Giornalista e Docente di Filosofia e Storia preso IIS “ Mattei” di Vasto, mentre l’ospite d’onore è stata la professoressa Flavia Luise, docente di Storia Moderna presso la rinomata Università Federico II di Napoli che è anche la massima esperta vivente della storia dei D’Avalos.

Dopo un breve cappello iniziale tenuto da Valter Marinucci, presidente dell’Associazione Amici del Toson d’Oro, è stato eseguito un canto dal coro Polifonico Stella Maris che ha contribuito a creare l’atmosfera già allietata dalla presenza di numerosi figuranti in abiti d’epoca. Questi, a conclusione del convegno, hanno rievocato brevemente la cerimonia della consegna del Toson d’Oro, svoltasi a Palazzo d’Avalos il 24 ottobre 1723.

Molti gli aspetti toccati dalla professoressa Luise in merito all’aristocratica famiglia d’Avalos, sebbene la loro storia sia caratterizzata da innumerevoli vicende impossibili da raccontare e descrivere nell’arco di un pomeriggio. Certamente è stato sottolineato che è ancora vivente uno dei discendenti della famiglia d’Avalos, il “Principe” Francesco d’Avalos la cui figura è stata di importanza capitale al fine di far progredire le ricerche e gli studi in merito ai suoi antenati. Si trattava di una famiglia nobile che sentiva fortemente la necessità di autorappresentarsi nella società e a questo scopo la simbologia che ancora oggi è riscontrabile negli oggetti e nelle incisioni giunte sino a noi è fondamentale per approfondire molte delle vicende passate. La cultura letteraria e pittorica che ruotavano attorno ai d’Avalos hanno giocato poi un ruolo molto importante per il medesimo motivo.

Una famiglia, insomma, che incarnava pienamente l’ideale del “miles Christianus”, del guerriero combattente che desiderava affermare sull’altro la propria volontà”.

 

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