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Giornata delle Forze Armate, Magnacca: siate fieri di essere italiani

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SAN SALVO. Si è conclusa questa mattina a San Salvo la tre giorni di manifestazioni che hanno visto unite le città di San Salvo, Vasto e Cupello nell’onorare con un unico programma il 4 novembre, Giornata delle Forze Armate e dell’Unità nazionale. Un’iniziativa voluta dai rispettivi sindaci con il grande impegno delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma cittadine, che con appassionata partecipazione e condivisione hanno reso possibile questo evento nella condivisione di valori comuni.

Il raduno ha avuto inizio in Piazza Giovanni XXIII da dove è partito il corteo che ha attraversato le vie cittadine, aperto dalla banda della Città di San Salvo e dalla corona di alloro portata dagli agenti della Polizia Municipale. Erano presenti una rappresentanza di tutte le scuole cittadine, i labari delle Associazioni Combattentistiche d’Arma, il gonfalone della Città di San Salvo, i sindaci di San Salvo Tiziana Magnacca, di Vasto Francesco Menna e di Cupello Manuele Marcovecchio e le autorità civili e militari.

Nella chiesa di San Giuseppe don Raimondo Artese e don Vincenzo Giorgio hanno concelebrato una Santa Messa nel corso della quale è stato ricordato il sacrificio di tanti uomini caduti per la Patria.

Al Monumento ai Caduti è stata deposta una corona di alloro cui ha fatto seguito la lettura da parte del Maggiore Giancarlo Vitiello, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Vasto, del messaggio per il 4 novembre del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sul palco, prima degli interventi ufficiali, si sono alternati gli alunni dell’Istituto Comprensivo n. 2 diretti dal maestro Luca Baldassarre che hanno eseguito la canzone “Girotondo intorno al mondo”, gli studenti dell’Istituto comprensivo n. 1 con Stefano Di Giacomo, sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi e Zaira Naccarella coordinati dalla professoressa Pina Cieri, e infine per l’Istituto di Istruzione superiore “Mattioli” con la studentessa Giorgia Di Tommaso.

A seguire hanno preso la parola Filippo Di Guilmi, presidente dell’Associazione combattenti e reduci di San Salvo e il generale di brigata nella riserva degli alpini Antonio Santini.

Nel suo discorso il sindaco Magnacca ha ringraziato le Associazioni Combattentistiche e d’Arma che in questi anni del suo mandato amministrativo sono stati sempre presenti ai grandi appuntamenti delle ricorrenze che hanno segnato la storia della nostra Patria. Ha ricordato che il 4 novembre 1918 aveva termine la Grande Guerra, un evento bellico che ha segnato in modo profondo e indelebile l’inizio del Novecento e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali.

«In questa giornata – ha detto il primo cittadino – ricordiamo tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria, di attaccamento al dovere e di pace: valori che dovrebbero essere immutabili nel tempo. Un giorno che ci consente di ribadire l’importanza dell’unità nazionale.  Unità messa a volte in dubbio da egoismi e campanilismi e che invece deve portarci ad affermare che siamo un unico popolo, un’unica nazione, sotto un’unica bandiera. Una nazione che ha una grande storia millenaria, un grande patrimonio artistico e culturale, che ci rende unici e ben identificabili in tutto il mondo». Fare memoria per tramandare alle future generazioni il nostro passato, senza calpestare e dimenticare la nostra storia, che va onorata e difesa.

«Percorso della memoria che è un anche processo di riconoscimento che – come scriveva il filosofo francese Bernard-Henri Lévy – è propedeutico alla giustizia e alla verità, perché nessun paese al mondo è mai riuscito a costruire nulla di solido senza quel lavoro scrupoloso e appassionato sulla memoria, un’opera di svelamento senza tregua, uno dei principi della nuova Europa, il suo motore, la sua base e la sua costituzione».

Magnacca ha ribadito come queste manifestazioni hanno visto tre città unite e nel ringraziare i colleghi sindaci Francesco Menna e Manuele Marcovecchio: «Tre comunità locali che scoprono e scommettono come la loro vicinanza possa trasformarsi in forza positiva e propositiva nel nome dei cittadini che amministrano.

Insieme abbiamo deciso di celebrare il 4 novembre con una serie di manifestazioni che vogliono ribadire la condivisione di valori comuni, di sentimenti di appartenenza a una storia di un popolo che vive, lavora e si sacrifica in questa porzione di Abruzzo e che vuol consegnare gesti di speranza e azioni di futuro alle prossime generazioni».

Agli studenti presenti ha invitato «ad andar fieri di essere italiani. Abbiate a cura della nostra storia e delle nostre tradizioni. Fate ogni giorno memoria. Andate, anche grazie alla velocità che ci offre internet, indietro nel tempo per conoscere meglio la nostra storia».

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