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“Siate perseveranti nella fede”, ieri la cerimonia di chiusura della Porta Santa

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VASTO. “Spalancate le porte alla misericordia di Cristo”, queste le parole di Don Gianfranco Travaglini durante l’omelia di ieri sera nella Concattedrale di San Giuseppe.  Si è tenuta lì, in una chiesa gremita, la cerimonia di chiusura della Porta Santa, in occasione della fine dell’Anno Giubilare della Misericordia. “Abbiamo bisogno di liberare il nostro cuore dal peccato e dalla paura, di distruggere tutto ciò che abbiamo di negativo, per poter ricostruire in Gesù, grazie alla sua misericordia”. 

Una cattedrale che a malapena è riuscita a contenere l’immensa folla di fedeli che con devozione, a conclusione della Santa Messa, hanno atteso che venisse chiusa la Porta Santa, aperta il primo gennaio nella cerimonia presieduta dal Vescovo della diocesi Chieti-Vasto, Mons. Bruno Forte. Grande partecipazione sentita e prevedibile, in occasione della quale è stato installato un maxi schermo per consentire a chiunque di poter assistere alla celebrazione anche dal di fuori. Un’assemblea straordinaria, che ha visto protagonisti numerosi sindaci del vastese, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni.

“Un anno giubilare come anno straordinario voluto da Papa Francesco, come grande possibilità per tutti noi di godere dell’immenso amore di Dio”.

Don Gianfranco si è poi soffermato sulle tre parabole della misericordia, “la dracma perduta e ritrovata, la pecorella smarrita e il padre misericordioso”, conosciuta meglio come la parabola del figliol prodigo. Tre racconti il cui comune denominatore è la gioia dopo il ritrovamento, è l’assoluta fiducia in Cristo, è la sollecitudine di tre protagonisti, una donna, un pastore e un padre che non si sono persi d’animo e per questo sono stati ricompensati godendo di una gioia più grande, che non potevano immaginare. Un’esempio per tutti noi, un invito a non soffermarci alle cose brutte, ma ad andare avanti, sempre con lo sguardo rivolto al cielo. Un invito ad essere perseveranti nella fede.

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