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Turdò scrive a Pupillo: è improrogabile l’intervento sul Ponte Treste

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CARUNCHIO. Antonio Turdò presidente del Comitato ProTrignina scrive a Pupillo per l’intervento sul Ponte Treste a Carunchio.

“Caro Presidente Mario Pupillo scrive Turdò- mi permetto di scriverti direttamente oltre che per la comunanza politica e la conoscenza di ordine personale, ma soprattutto per segnalarti una problematica che potrebbe essere sottesa oppure rinviata sine die, quando invece, per noi automobilisti ed abitanti del Medio e Alto Vastese è di interesse primario che non sanato può provocare un danno esiziale se non addirittura un gravissimo danno.

Mi permetto di segnalarti la situazione di instabilità statica che riguarda il ponte sul fiume Treste in agro di Carunchio inerente la strada ex  SS 86.

Come verificato anzitempo anche dagli uffici tecnici e di sorveglianza stradale provinciali, i piloni da mesi se non anni sono scoperti e l’acqua gli ha scavato sotto, ciò può provocare un rischio di crollo reale e mettere a repentaglio la vita di noi automobilisti che quotidianamente percorriamo quella strada per i collegamenti con le realtà comunali viciniori.

Mi permetto di segnalarti, anche se nella Tua conoscenza del comprensorio lo saprai già sicuramente, la percorribilità di quel ponte è una condizione necessaria ed indispensabile per le comunità di Carunchio, Torrebruna, Celenza sul Trigno, San Giovanni Lipioni ed altri per andare all’ospedale di Gissi, anche alla luce della chiusura del tratto viario FraineCastiglione Messer Marino.

Non voglio concludere questa mia missiva che mi permetto di rendere pubblica,in qualità di Presidente degli automobilisti ed anche come amministratore del Comune di Carunchio, con uno slogan molto in uso in anni precedenti, funesti e discriminatori dell’intero territorio Teatino in generale ma del Medio e Alto Vastese nello specifico, territori di cui si aveva fresca ed imperitura memoria solo ed unicamente nel momento elettorale,  per poi abbandonarli a se stessi come una landa desolata dell’Abruzzo Citeriore, e di questo ne ho visto ancora traccia in un incontro pubblico nel quale un alto rappresentante della tua Amministrazione provinciale non ha saputo dire altro che “ Se viene giù , chi lo rimette su”,omettendo di parlare delle vite umane a rischio, dell’isolamento che ci avrebbe prodotto, ma si sà ognuno è figlio di una cultura politica desueta , madre di tutte le negligenze e decadimenti nella quale è crollata la nostra amata Provincia di Chieti.

Lo slogan dicevo, meno rotonde e più ponti, a te non alligna e sono convinto che nella tua lungimiranza politica saprai scegliere le priorità degli interventi e mettere questo intervento tra quelli indifferibili ed improcrastinabili.

Con stima e rispetto”.

 

Il Presidente Antonio Turdò

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