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Niente più radiografie all’Ospedale di Vasto

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VASTO. “Non è irreversibile, ma l’Ospedale di Vasto è in coma. E non dobbiamo piangerci su o pregare Dio affinché esca da questo stato. Perché il coma è indotto. Gli è stato procurato volontariamente. E allora dobbiamo solo indignarci, e possibilmente manifestare la rabbia nei confronti dell’anestesista politico che l’ha procurato: senza andare troppo lontano, l’Assessore alla Sanità Silvio Paolucci. È il responsabile, assieme al Sindaco di Vasto Francesco Menna, che di lui è stato l’assistente. Non in sala operatoria. In Regione. E ha utilizzato il ruolo di portaborse per fare campagna elettorale alle comunali di giugno scorso, promettendo una sanità che avrebbe funzionato. Passata la festa, eletto Sindaco il ‘giovane’ Piddino, però, gabbato lo Santo”. È Marco di Michele Marisi, Responsabile di ‘Giovani In Movimento’, il sodalizio dei giovani del centrodestra vastese, a lanciare l’allarme sulle prestazioni sanitarie cancellate nel nosocomio vastese e a sferrare l’attacco al Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, all’Assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e al Sindaco di Vasto Francesco Menna.

“Un esempio su tutti – è sceso nello specifico di Michele Marisi – tenendo ben a mente che l’Ospedale di Vasto serve un territorio ben più esteso della stessa nostra città di 42mila abitanti e che già di per sé sta diventando grande (solo dal punto di vista demografico, purtroppo): niente più radiografie al ‘San Pio da Pietrelcina’. Per un esame banale e comune come questo, bisogna andare ad Atessa o addirittura a Lanciano. Non solo pagando l’impegnativa, ma anche pagandosi il viaggio. Oppure si è obbligati a percorrere la strada del privato. Che costa di più, o che comunque costa come ticket più viaggio per raggiungere Atessa o Lanciano. E come i ‘raggi’ – ha proseguito il Responsabile di ‘Giovani In Movimento’ – tanti e tanti altri esami. Nell’assoluto silenzio del Primo Cittadino, come sempre prono ai voleri di Sua Maestà D’Alfonso e del Viceré Paolucci, che stanno proseguendo nel progetto di affossamento della città e del territorio del Vastese. Altro che emodinamica…qui ci vuole la rianimazione. Dell’Ospedale di Vasto” ha concluso Marco di Michele Marisi.

 

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