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Incidente Smargiassi, Del Re: il mio assistito non è un pirata della strada

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VASTO. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’Avv. Pompeo Del Re.

Di recente sono state concluse le indagini preliminari relative al sinistro stradale occorso il 1.07.2016 e che, purtroppo, ha avuto esito mortale per la compianta sig.ra Roberta Smargiassi.
Senza nulla voler togliere al giusto dolore dei familiari della sig.ra Smargiassi, nell’esaminare gli atti di indagine sino a poco tempo fa secretati, si può valutare quanto accaduto con maggiore serenità e con il conforto di dati oggettivi.
Si deve premettere che lo stesso indagato, un giovane di appena venti anni all’epoca dei fatti, nonché i suoi familiari sono rimasti profondamente segnati e provati da quanto avvenuto, tanto che il sinistro anche per loro costituisce un evento drammatico e con profondi risvolti emotivi. L’indagato, persona sensibile e da sempre attiva nel volontariato ed in attività di protezione civile, non dimenticherà mai i momenti tragici dell’incidente.

Gli atti di indagine, tuttavia, dimostrano che il mio assistito non è affatto un pirata della strada, ma una persona che, pur essendosi trovata coinvolta, suo malgrado, in un sinistro con esito mortale, tuttavia, sull’onda dell’emotività, è stata additata come il solito pirata della strada. Ebbene ciò non risponde al vero: subito dopo il sinistro, il mio patrocinato, pur essendo anch’egli ferito e gravemente scosso, non ha omesso soccorso, ma ha immediatamente allertato tutte le Autorità competenti e chiesto l’intervento di personale medico / sanitario.
Gli esami medici ed ospedalieri hanno accertato che il medesimo non guidava in stato di ebrezza, né con coscienza alterata dall’uso di sostanze stupefacenti: gli stessi esami dimostrano che di tali sostanze il mio assistito non ha mai fatto uso.

In più dalle registrazioni della scatola nera montata sul veicolo condotto dall’indagato risulta certo che
quest’ultimo teneva una velocità pienamente rispettosa dei limiti imposti. Le stesse registrazioni della
scatola nera montata sul veicolo condotto dall’indagato risulta che il punto d’urto indicato quale presunto dai Carabinieri intervenuti non è esatto (e ciò trova conferma anche nella relazione del Perito del P.M.).

La visione dei filmati acquisiti nel corso delle indagini consente di verificare che il mio assistito si trovava a percorrere corsia favorita da luce semaforica verde e, giunto all’intersezione con Via Giulio Cesare, era costretto ad effettuare manovra di emergenza di sterzata a sinistra, al fine di evitare l’impatto con il motoveicolo (ed anche tale circostanza trova conferma nella stessa relazione del Perito della Procura, nonché in perizia tecnica di parte, redatta da ingegnere esperto in infortunistica stradale ed in ricostruzione della meccanica dei sinistri).
La visione dei filmati consente altresì di verificare che, in effetti, il motoveicolo effettuava manovra che lo portava a intersecare e frapporsi sulla regolare traiettoria del veicolo condotto dal mio cliente e ciò accadeva anche per la particolare e pericolosa conformazione dell’incrocio, costituito da strade sfalsate e per di più poco illuminate (a causa dei rami degli alberi che, specie su Corso Mazzini, nella bella stagione, coprono lampioni e lanterne semaforiche). Anche di ciò vi sono riscontri oggettivi costituiti dalla posizione della vettura rilevata dal gps e dalle foto in atti e dall’indice di sinistrosità dell’intersezione, tra i più alti in città.

Le riprese video evidenziano, altresì, che alla motociclista il casco, peraltro non integrale, si è sfilato
immediatamente e, quindi, è legittimo dedurne che esso non fosse stato regolarmente allacciato e che ciò ha determinato l’esito letale del sinistro. Si noti, infatti, che in data 24.10.2016, nella stessa intersezione, un altro centauro è stato purtroppo coinvolto in un sinistro e, pur disarcionato, non ha visto il casco sfilarsi immediatamente al momento dell’urto, in quanto regolarmente allacciato.
Si ritiene, dunque, che la dinamica del sinistro evidenzi una serie di fatalità non imputabili all’indagato.

 

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