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Niente radiografie al San Pio, Marisi e Amato replicano a Menna

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VASTO. “‘Lo si farà, lo si sta per fare, si scommetterà, lo si vedrà’. Il Sindaco Francesco Menna continua a ripetere a pappagallo le sue promesse della campagna elettorale peraltro passata, ma i fatti parlano chiaro: all’ospedale di Vasto non è più possibile fare radiografie. Lo sa lui, lo sanno i medici ed il personale del ‘San Pio da Pietrelcina’ e lo sanno i cittadini che quando vanno al Cup con impegnativa alla mano per una radiografia si sentono rispondere che a Vasto non si fanno più raggi e bisogna andare ad Atessa o a Lanciano. Ecco il vero fango nel quale i cittadini di Vasto e del territorio stanno sprofondando. Fango, per non dire altro. Tutto il resto, cantava Franco Califano, è noia. Anzi, è presa per i fondelli”.

È quanto replica Marco di Michele Marisi, Responsabile di ‘Giovani In Movimento’, sodalizio dei giovani del centrodestra vastese, alla risposta del primo cittadino di Vasto in merito alla questione del taglio delle prestazioni sanitarie nel nosocomio vastese.

Non è tardo ad arrivare anche il commento a riguardo dell’On. Maria Amato:

“Mi ero ripromessa di non intervenire su una questione grave e seria che, riguarda molti pazienti, la dignità degli operatori e mi tocca da vicino, perché è il mio lavoro, quello della mia vita prima e dopo la politica, quello del sacrificio mio e di tutti quelli che quel Servizio l’hanno portato a una credibilità alta riconosciuta a livello nazionale e qualcuno poteva dire che difendevo il mio posto di lavoro. Avevo sperato in un intervento competente o nel buon gusto del silenzio. La strok unit senza i medici di radiologia non ha i piedi per camminare perchè richiede la disponibilità della tac h24 ancorché con reperibilità, ed esami in Rnm di alta qualità, che fanno medici con esperienza su buone macchine. L’angiografo non funziona da solo necessita di figure professionali adeguate, medici, tecnici Rx e infermieri e visto che la legge non è cambiata il responsabile della macchina è il medico direttore della radiologia anche se la usa un emodinamista, oppure si vuole parcheggiare una macchina per farci fare le ragnatele? La esperienza dei medici radiologi è quella che consente la precocità di diagnosi corrette per il cancro, un inquadramento rapido dei problemi gravi in emergenza, visto che l’Ospedale di Vasto futuro Dea di I livello per ora è di transito. E tra un po’ in questo sbandierato nuovo ospedale con progetto di finanza non abbiamo più niente da metterci dentro. I Servizi, si chiamavano così le radiologie prima delle aziende!, sono essenziali. Le risposte finora sono state: personale in incarico che cambia continuamente, la mancanza di programmazione, la ignoranza dei problemi legati alle limitazioni da prescrizione, la cronicizzazione dei problemi nella più assoluta indifferenza, lo spostamento di personale per risolvere le giuste necessità di Ortona. Io non ce l’ho con nessuno personalmente ma con una idea di sanità fatta di promesse elettorali ( la tac 128 strati docet) e di conti che si reggono sulla carenza di servizi o sulla non equa distribuzione dei servizi per i malati. Mi verrebbe da dire che é bene parlare di quello che si conosce. E spero che nessuno si azzardi a dire che in questo caso io non so o che ce l’ho con l’assessore Paolucci o col suo Segretario Sindaco di Vasto: spero che un diploma di laurea in medicina, una specializzazione quinquennale in Scienze radiologiche, radioterapia e medicina nucleare e un master in Gestione delle risorse in Sanità, tutti documentabili, siano sufficienti per darmi il diritto esprimere il mio pensiero”.

 

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