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Il racconto di chi era in Viale Perth il giorno dell’omicidio

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VASTO. E’ molto scossa la donna che si trovava in Viale Perth  il giorno dell’omicidio di Italo D’Elisa. Non riesce a dimenticare quel tragico pomeriggio. “Non so se riuscirò a rimuoverlo” dice.

“Ho sentito dei colpi. Prima uno solo -ha detto la donna- e poi altri tre di seguito. Ho pensato a dei petardi in questa zona capita spesso di sentirli esploderli, ma erano dei colpi sordi. Poi ho visto un uomo che andava via. Guardando il marciapiede ho notato una persona a terra e due ragazzi poco lontano che parlavano. Ho pensato ad uno scherzo e poi mi sono avvicinata e ho visto il giovane a terra, indossava un giubbotto tipo catarifrangente. I due ragazzi vicino alla vittima non si erano accorti dell’accaduto, quando hanno realizzato hanno urlato. Ho immediatamente chiamato il 118 e i carabinieri. Al telefono dal 118 mi hanno fatto tante domande sul ragazzo, ma io ero nel panico. Non mi sono mai sentita così inutile. Non potevo fare niente per quel ragazzo che vedevo spesso in zona”.

Un signore che conosce molto bene l’indagato per l’omicidio di Italo D’Elisa ha dichiarato che ogni mattina alle 7:00 dopo il lavoro in panificio Fabio Di Lello andava  al cimitero. Restava davanti alla tomba della moglie molto tempo pregava e piangeva. Non è vero che mangiava al cimitero. La tomba di Roberta –dice l’uomo è vicina a quella di mio padre- per questo parlavo spessissimo con Fabio. Soffriva molto per quella morte, qualche mese fa alcune dichiarazioni lo avevano profondamente ferito. “Me l’hanno uccisa due volte” aveva detto all’uomo.

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