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Del Re: Di Lello stava preparando quello che è accaduto, donata la casa ai genitori -Video

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VASTO. Il numero uno torna per ben tre volte nella tragica vicenda che vede coinvolte le famiglie Smargiassi, Di Lello e D’Elisa.

Il primo luglio 2016 è il giorno dell’incidente in cui Roberta Smargiassi ha perso la vita.

Il primo dicembre 2016 è il giorno in cui Fabio Di Lello dona il proprio immobile ai genitori.

Il  primo febbraio 2017 è il giorno in cui viene ucciso Italo D’Elisa.

A raccontare della donazione di Fabio Di Lello è proprio il legale della famiglia D’Elisa.  “Per il vero -ha dichiarato l’avvocato Pompeo Del Re – anche da ricerche che stiamo conducendo, purtroppo evidentemente quella di Di Lello era una decisione che aveva già preso. Tanto è vero che da ricerche che stiamo conducendo lui il primo dicembre si era disfatto di quello che aveva. Aveva donato il proprio immobile ai genitori evidentemente già stava preordinando quello che poi è accaduto”.

Tornando a parlare di Italo D’Elisa l’avvocato Del Re ha detto: ho visto l’ultima volta Italo D’Elisa in occasione della tragedia di Rigopiano. “Era venuto da me per dirmi io ho già sofferto quando non sono potuto andare ad Amatrice ad aiutare i popoli terremotati e prestare il mio aiuto e il mio soccorso. Mi disse avvocato deve cercare di fare qualcosa per cercare di farmi rientrare nella Protezione civile per eliminare questa sospensione perché io ho il desiderio di aiutare il prossimo e mi sento vincolato di non poterlo fare e non mi sembra giusto. A proposito della nota inviata alle famiglie Di Lello e Smargiassi l’avvocato Del Re ha aggiunto: “Quella nota per chi la legge riesce chiaramente ad evincere che il primo sentimento era la vicinanza della famiglia D’Elisa alle famiglie Smargiassi e Di Lello sconvolte dall’incidente del primo luglio. La prima cosa che si dice è la vicinanza nel dolore. Cosa che era stata fatta anche prima con una lettera di condoglianze, poi un comunicato stampa del 4 luglio, anche successivamente tramite amici e parenti comuni si era detto di creare questo incontro. Questa lettera non aveva nulla di provocatorio, serviva per spiegare le ragioni di D’Elisa Italo. Di dire io non sono un mostro, mi sono attivato subito per prestare soccorso, per fare tutto il necessario per salvarla. Nel rappresentare che esistevano purtroppo delle circostanze fortuite che avevano provocato la morte. Un ragazzo di 20 anni che purtroppo è stato coinvolto in un incidente stradale. La velocità tenuta dal d’Elisa in quella occasione era non certo eccessiva. Perché c’era una scatola nera che aveva rappresentato una velocità di 52-54Km/h. Si voleva dire non mi sono fiondato a folle velocità e ho investito questa persona”.

Guarda il video a cura di Federico Cosenza: 

 

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