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Omicidio D’Elisa: convalidato l’arresto per Fabio Di Lello

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VASTO. Il Gip del Tribunale di Vasto ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per Fabio Di Lello, il 35enne accusato dell’omicidio di Italo D’Elisa, 21 anni, il giovane accusato di omicidio stradale per la morte di Roberta Smargiassi, moglie di Di Lello. Questa mattina durante l’interrogatorio di garanzia, che si è tenuto in carcere, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Intano gli inquirenti continuano ad indagare su questa vicenda che ha distrutto tre famiglie e segnato una terribile pagina della storia cittadina.

Un video delle telecamere della videosorveglianza di Viale Perth sarà fondamentale per capire cosa è successo il pomeriggio di mercoledì primo febbraio, quando l’uomo ha esploso quattro colpi di pistola, tre dei quali, uno alla testa e due all’addome, hanno raggiunto e ucciso Italo D’Elisa. Il giovane si era fermato in quella zona per dissetarsi in un bar dopo una passeggiata in mountain bike, come aveva fatto anche altre volte. La pistola utilizzata da Di Lello, una calibro 9, è regolarmente detenuta, e il porto d’armi, sembrerebbe sia stato concesso all’uomo dopo l’incidente in cui è morta la moglie. Di Lello dopo l’omicidio si è allontanato da Viale Perth ed ha raggiunto, portando con sé l’arma del delitto in una busta di plastica, la tomba della moglie al cimitero. Sono stati il suocero del 35enne e il papà di Andrea Marinelli, uno dei due ragazzi morti nell’incidente stradale a Petacciato avvenuto la notte del 16 luglio scorso, a chiamare i Carabinieri.

Ad accompagnare Di Lello in caserma è stato il comandante dei Carabinieri di Vasto Castrignano, padre di Domenico morto anche lui con Andrea Marinelli. Nella caserma di Corso Mazzini i legali Cerella e Andreoni hanno raggiunto Di Lello che dopo il fermo è stato trasferito nel carcere di Torre Sinello a Vasto. E’ in isolamento, monitorato costantemente dagli agenti di Polizia penitenziaria. L’ex calciatore, che da tempo lavora nel panificio di famiglia in via Roma, è molto provato, piange e si dispera. In questi giorni poco alla volta emergono particolari. Tante le domande per capire come  faceva Di Lello a sapere della presenza della vittima in Viale Perth. Intanto Pompeo Del Re, l’avvocato della famiglia D’Elisa, ha dichiarato che il primo dicembre scorso Di Lello ha donato i suoi beni patrimoniali ai genitori. Potrebbe essere un caso, ma in questa tragica vicenda si riscontra la presenza del numero uno che si ripete più volte. Il primo luglio, la data dell’incidente. Il primo dicembre giorno della donazione ai genitori, il primo febbraio il giorno dell’omicidio di D’Elisa  in Viale Perth.

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