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Di Florio da Giletti ha chiarito perchè Italo D’Elisa non è stato arrestato

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VASTO. Il Procuratore della Repubblica Giampiero Di Florio ieri pomeriggio intervenendo al programma tv, L’Arena condotto da Massimo Giletti, in collegamento da Pescara, ha chiarito molti punti sulla vicenda che ha coinvolto le famiglieSmargiassi, Di Lello e D’Elisa. .A proposito della velocità di questo procedimento Di Florio ha detto: “Io l’ho ricostruito e sono stato costretto a farlo perché un alto prelato in questi giorni aveva quasi attribuito una sorta di responsabilità oggettiva al mio ufficio. E’ stato chiamato in ballo il mio ufficio in maniera assolutamente inappropriata. La morte della povera Roberta è datata primo luglio 2016, il 12 ottobre del 2016 senza aver lasciato nulla al caso e dopo aver ricostruito un’attività d’indagine assolutamente completa, in meno di 110 giorni noi abbiamo fatto l’avviso di conclusione delle indagini. Dopo quella data c’è un passaggio obbligatorio previsto per legge, i termini sono 20 giorni nell’ambito dei quali l’indagato ha la possibilità di esercitare una serie di facoltà previste dal Codice. Noi abbiamo esercitato l’azione penale.  In meno di quattro mesi  è stata avanzata larichiesta di rinvio a giudizio e grazie anche ai tempi del Tribunale di Vasto siamo riusciti ad ottenere l’ udienza preliminare per il 21 febbraio 2017”.

Di Florio inoltre ha spiegato perché D’Elisa non è stato arrestato dopo l’incidente in cui ha perso la vita Roberta Smargiassi

“La situazione che si è presentata ai Carabinieri intervenuti il giorno dell’incidente –ha detto Di Florio- era la seguente: la velocità non era eccessiva per come l’abbiamo ricostruita noi. Con un limite di 50 km/h il ragazzo andava ad una velocità di 62. Non aveva assunto sostanze stupefacenti e non aveva assunto sostanze alcoliche. Era un incensurato, si è fermato per prestare i primi soccorsi nei limiti del possibile. Ora in presenza di questo a tutto si poteva pensare tranne che a fare un arresto facoltativo in flagranza di reato. Ove mai si fosse proceduto in tal senso, due giorni dopo, il ragazzo sarebbe stato fuori perché non c’erano esigenze cautelari”

Giletti ha poi affrontato la questione dell’acquisto da parte di  Fabio Di Lello di unapistola, che per il presentatore doveva essere tolta al 35enne considerando il clima che si era creato in città.

“Si è parlato di una città spaccata su questo tema. Non vi era -ha aggiunto Di Florio– alcun segnale che potesse far presagire un simile evento. Dopo l’incidente vi è stata quella manifestazione di solidarietà della collettività che si è limitata solo alla partecipazione di una fiaccolata. Questo era l’unico segnale che dall’incidente ad oggi vi era stato in termini di rappresentazione della solidarietà della collettività. Se uno è titolare di un porto d’armi per andare a sparare ad un poligono non credo che ci siano in assenza di elementi che possano in qualche modo indurre alla pericolosità dell’acquisto, credo che sia un fatto assolutamente normale. Sono titolare di un porto d’armi vado al poligono a sparare, ho la possibilità di comperare una pistola”.

Rispondendo al Professor Zecchi, ospite in studio, che ha sostenuto che i magistrati dovevano sapere perché c’era stata una prima avvisaglia, il Procuratore della Repubblica Giampiero Di Florio ha detto: “I magistrati non vanno in giro con le macchine come Walker Texas  Ranger  noi ci limitiamo a ricevere delle notizie di reatoe le posso garantire, perché iscrivo le notizie di reato nel mio ufficio che nessuna notizia di reato è pervenuta circa possibilità  di minacce dell’uno da parte dell’altro che potessero in qualche modo   suggerire anche una maggiore attività preventiva prima di arrivare a quella repressiva”.

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