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Vignetta vittime di Rigopiano, il papà di Jessica Tinari: non presenterò querela

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VASTO. “Nessuna querela per il giornalista Marco Travaglio e Mario Natangelo collaboratore de “Il fatto quotidiano” per aver pubblicato sul blog e sul suo sito personale una vignetta con la caricatura del segretario Pd in lacrime capeggiato dalla scritta ‘Matteo apre ricordando le vittime di Rigopiano’. Il riferimento è all’assemblea del partito del 28 gennaio scorso, un incontro in cui l’ex premier ha espresso parole di riguardo per la giovane Jessica Tinari, di Vasto attivista del gruppo Giovani Democratici.

Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Travaglio, direttore de “Il Fatto quotidiano”, che ha difeso il vignettista. Posizione non condivisa da Mario Tinari, il papà di Jessica, morta con il fidanzato Marco Tanda a Farindola.

“Nessuna querela –ha detto il papà di Jessica- perché non voglio rivedere quelle persone, riferendosi a Travaglio e Natangelo, nelle aule di Tribunale.

“Gli avvocati, scelti dai famigliari delle vittime di Rigopiano, non sono stati autorizzati da me a presentare querela, hanno mal interpretato questa vicenda. Mario Tinari- parlando di Matteo Renzi conferma che l’ex premier nel suo discorso aveva ricordato Jessica, ma doveva essere evitata la polemica politica. Ho ricevuto un messaggio da Matteo Renzi –continua mentre ci mostra l’sms sul telefonino- un messaggio come Matteo, non del politico. Avevo riposto al messaggio di Renzi dicendo che Jessica credeva nel cambiamento del Paese e ho apprezzato che abbia riportato nel suo discorso questo passaggio.

Quella vignetta è da censurare, non è ironia ma cattiveria. Non accetterò mai le scuse di questa gente.

“Se Travaglio è padre- aggiunge Antonio Tinari, fratello di Mario- deve vivere l’1% di quello che sta vivendo il padre di Jessica”.

“Ringrazio tutti –dice Mario Tinari- per la vicinanza mostrata. L’Italia, l’Abruzzo,Vasto, ci sono tante brave persone. Ringrazio le isituzioni locali guidate dal sindaco di Vasto Francesco Menna e i suoi più stretti collaboratori per averci chiamato e supportato ogni giorno. Ringrazio il comandante e i Vigili del fuoco, i soccorritori, gli uomini del soccorso alpino, il gruppo di psicologi volontari della protezione civile. La lista è lunga. Ringrazio tutti i cittadini di Vasto, sono tantissimi, che mi hanno dimostrato grande disponibilità e solidarietà”.

Il papà di Jessica ricordando i giorni vissuti tra Pescara e Penne in attesa di notizie della figlia e di Marco, dice : Marco per me era come un figlio, soprattutto da quando aveva perso il padre. Aveva chiamato all’hotel Rigopiano e gli avevano detto che la viabilità era discreta, solo nell’ultimo tratto forse avrebbe dovuto montare le catene. Per questo prima di partire gli avevo fatto fare due volte le prove per montarle. Erano già stati al Rigopiano l’anno scorso i primi di febbraio per il loro anniversario e quest’anno avevano anticipato i festeggiamenti per i loro nove anni insieme”. Quando chiediamo come sta vivendo questi giorni il papà che ha perso la sua unica figlia risponde: sono dentro un film e non ancora mi rendo conto. Mi metto una maschera e vado avanti. Parlo tanto e cerco di non stare mai solo”.

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