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Porto di Punta Penna, M5S: “Non siamo contro l’ampliamento a priori”

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VASTO. “Porto di Punta Penna, problemi e prospettive” è questo il titolo dell’incontro promosso, nel pomeriggio di oggi presso la Sala convegni Società Operaia, dal Movimento 5 Stelle di Vasto. Il dibattito è stato aperto  dalla consigliera pentastellata Dina Carinci. Successivamente la parola è stata presa da Mauro Ferrara che ha presentato il suo studio sul porto vastese, cercando di analizzare la situazione dello scalo di Punta Penna: traffico merci, tipologia delle merci, le prospettive secondo il Piano regolatore. Una analisi molto dettagliata in cui su tutto è emerso come a partire dal 2008 ad oggi vi sia stato un consistente calo del movimento merci. In particolare tra il 2011 e il 2016 si è passati dalle 600mila tonnellate a circa 400mila.

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Mauro Ferrara ha spiegato così le ragioni del suo studio, ovvero i problemi e le prospettive: ” Occorre ridefinire il ruolo, le funzioni e l’attività del porto. Nel porto di Punta Penna dal 2008 i traffici sono in declino, quindi tutti i progetti di ampliamento e di politiche di sviluppo nazionale rientrano in discussione. In quale modo occorre ridefinire il porto e il suo contesto industriale, attualmente limitato a 6 -8 soggetti. Serve verificare il bacino di utenza attualmente inespresso e se le politiche degli operatori del trasporto sono in qualche modo in grado di sostenere questo porto”.

Dina Carinci nelle sue conclusioni finali ha affermato: ” Visto la scarsità dei volumi dei traffici negli ultimi anni e l’utilizzo del porto da soli 6 grossi cicli produttivi è chiaro che ci chiediamo  a cosa possa servire questo famoso ultimo miglio o l’ampliamento del porto. Noi non siamo a priori contrari, però tenendo conto dell’elevato costo di queste opere, ovvero 15 milioni di euro per l’ultimo miglio e 140 milioni di euro per l’ampliamento, credo che si debba tenere in considerazione il rapporto costo – benefici.  Dunque si è difronte a costi economici alti, ma anche costi ambientali, visto che si tratta di opere fortemente impattanti. E’ evidente che non si possa prescindere da una politica di sviluppo dei traffici, ma non si può prescindere dallo sviluppo del territorio locale mediante la creazione di nuovi posti di lavoro. Se i benefici fossero questi, potrebbe essere giustificata una spesa del genere. Quello che però riteniamo più importante è che in queste decisioni ci sia una concertazione con i cittadini.”.

All’incontro ha preso parte anche il consigliere comunale  di maggioranza Luciano Lapenna che, a margine dell’incontro, ha cercato di esporre il proprio punto di vista su questa vicenda: “Al porto di Vasto oggi entrano navi che non superano 200 metri di lunghezza, mentre la richiesta va verso traffici per l’est con navi che dovrebbero superare questa lunghezza. L’attuale porto che abbiamo non riesce a garantire ciò e dunque non riusciamo a rispondere ad esigenze di aziende come Sevel e Pilkington. La politica regionale è fondamentale, bisogna crederci su questo porto.”

 

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