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Vastese, Max Favo: “A questa squadra manca la “cazzimma”, serve personalità”

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VASTO. Si torna in campo. Salutata la domenica di pausa la Serie D è pronta a riaccendersi con gli ultimi due mesi, quelli decisivi per emettere i verdetti finali. Anche la Vastese ha ancora parecchio da dire in questo rush finale, prima della sosta il kappaò di Pineto ha frenato di nuovo gli entusiasmi ma i biancorossi vogliono tornare ad essere quelli visti contro la Vis Pesaro tre settimane fa. Mister Max Favo in queste ultime due settimane ha torchiato il gruppo in vista del prossimo impegno, quello di domani, quando per la decima giornata di ritorno del girone F all’Aragona(fischio d’inizio ore 15) sarà di scena il Romagna Centro, in classifica, distante una sola lunghezza dai vastesi. Il tecnico napoletano dovrà rinunciare a ben cinque elementi, capitan Allocca fermato per tre turni dal giudice sportivo, il centrocampista Romano e tre under Tafili e Rinaldi impegnati con la Rappresentativa di Serie D alla Viareggio Cup senza dimenticare Colitto fermato da un fastidio al piede. La coperta biancorossa è corta ma non è il momento di leccarsi le ferite, per riaccendere la speranza playoff contro i romagnoli serviranno i tre punti.

Mister Favo, dopo due settimane d’intensi allenamenti che Vastese troveremo in campo?

“Lo scopriremo domani, la squadra si allena benissimo è fin troppo applicata, dobbiamo dimenticare Pineto e tornare ad essere per voglia e determinazione quelli visti contro la Vis Pesaro, servono le giuste motivazioni per raggiungere un risultato importante, trovarle contro la seconda della classe non è stato complicato ma non vorrei che inconsapevolmente quando incontriamo squadre più affamate di noi si va in difficoltà, noi carichiamo tutte le sfide allo stesso modo”.

Da qui fino all’ultima giornata quali errori non dovrete cercare di ripetere per chiudere la stagione con il sorriso?

“Ieri abbiamo rivisto il video del match di Pineto, abbiamo subito due tiri incassando due reti a causa di nostre amnesie che purtroppo ci hanno costretto al kappaò, è una costante statistica da inizio stagione, questa squadra quando va sotto fatica a ribaltarla non essendoci mai riuscita, abbiamo lavorato anche su questo, sulla necessità della verticalizzazione immediata perché i ragazzi tendono a giocare un po’ sul sicuro senza rischiare la giocata, così non si va da nessuna parte, d’ora in avanti serve più responsabilità e personalità, bisogna cambiare atteggiamento”.

Tra squalifiche, infortuni e torneo di Viareggio si troverà privo di cinque elementi, quanto può pesare l’emergenza assenze domani?

“Aggiungo anche che c’è la gestione di Prisco un po’ particolare e dobbiamo essere bravi a gestirla ma non faccio drammi, in campo scenderemo comunque in undici, chi finora ha giocato meno da sempre qualcosa in più perché ha più fiato ma anche per far vedere che magari in precedenza si era sbagliato, gli uomini che manderò in campo daranno il massimo per portare a casa i tre punti”.

Con la squalifica di capitan Allocca potrebbero cambiare alcune gerarchie sull’assegnazione della fascia da capitano consegnandola magari a Fiore?

“Il capitano può anche non portare la fascia, si è capitano nella leadership, nell’atteggiamento e nei modi di fare, Nicola Fiore è già stato capitano nell’amichevole che abbiamo disputato sabato scorso contro il Madrepietra Daunia, è motivato di suo, è di Vasto, tiene alla maglia, si è sempre preso le responsabilità finora pur non indossandola ma al momento questo della fascia è l’ultimo dei miei problemi”.

In settimana i tifosi attraverso un duro comunicato hanno chiesto maggiore impegno, cosa manca a questo gruppo per esprimersi al meglio?  

“Ai ragazzi lo ripeto spesso, nonostante la presenza di tanti campani a questo gruppo manca la ‘cazzimma’, nel calcio molte volte si vince di furbizia, sull’impegno dei ragazzi garantisco io, hanno grande voglia di lavorare e sono sempre pronti al sacrificio, quando sono arrivato a Vasto mi è stato chiesto di esprimere un calcio più propositivo a costo di rischiare di più rispetto al passato, magari il voler dare troppo retta all’allenatore si sta creando questa disparità”.

All’Aragona sarà di scena il Romagna Centro, i numeri dicono che nel girone di ritorno meglio dei romagnoli ha fatto solo la capolista, incontro a quali difficoltà potreste andare?

“Il Romagna Centro se sta nelle nostre vicinanza in classifica vuol dire che qualcosa di buono ha fatto, nulla viene per caso, a inizio stagione in molti avevano battezzato i romagnoli come retrocessi certi ma sono stati bravi a smentire tutti, possono contare su un centro sportivo eccezionale, un settore giovanile che conta oltre trecentocinquanta iscritti, hanno il Cesena come partner importante, è vero che sono una squadra giovane ma tutti hanno una scuola calcio forte alle spalle, in quest’ultimo periodo stanno lavorando con entusiasmo e vantaggio notevole per la loro spensieratezza è il rispondere a una tifoserie esigente in caso di risultati negativi”.

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