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I piccoli Comuni sono i protagonisti involontari di una lenta e drammatica secessione

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CELENZA SUL TRIGNO. “Un pezzo d’Italia si sta staccando dal resto del Paese e nemmeno ce ne siamo accorti. Eppure -si legge in una nota di Movimento per Celenza- è una parte di tutto rispetto: sono milioni di abitanti. Vivono in piccolissimi Comuni e sono i protagonisti involontari di una lenta e drammatica secessione.

Non sono nell’agenda della politica perché altrimenti non si spiegherebbe l’oblio in cui sono stati cacciati. Intorno a loro c’è il deserto: prima se ne sono andate tante famiglie, poi si sono chiusi i negozi, prima ha chiuso il Forno, poi è scomparso l’ospedale più vicino (GISSI)e in alcuni comuni si è chiusa la stazione dei carabinieri. Adesso tocca all’ufficio postale, aperto a giorni alterni.

Cosi è la fine dei territori interni, così come erano stati concepiti nel secondo Dopoguerra. Eppure questi centri esistono e resistono ancora, in una sorta di difesa dello spopolamento che pure c’è stato e ha assunto dimensioni pesantissime.

Le comunità hanno mantenuto un’anima alla faccia delle spending review e dei piani industriali che hanno cancellato servizi ai cittadini dei piccoli comuni.
Il nostro Movimento nasce a CELENZA SUL TRIGNO PER DIFENDERE LE AREE INTERNE. Nasce per cercare di bloccare lo spopolamento e impedire di conseguenza la chiusura del bar, del forno, del macelleria, del tabaccaio, etc. Negli anni ci siamo battuti per far rimanere i servizi.

Lo spopolamento dei piccoli comuni del vastese è una migrazioni interna alla provincia. Vediamo i cittadini dell’Alto vastese trasferirsi sulla costa con effetti devastanti per i piccoli comuni che perdono abitanti e servizi. Quando la gente decide di spostarsi, poi, non è detto che si insegua (e si trovi) per forza nuova ricchezza. La fuga verso la coste, ha creato un sovraccarico in termini di offerta e un isolamento dei piccoli comuni dell’Alto vastese, che avrebbero potuto mantenere i servizi e garantire una migliore qualità della vita.

Noi del movimento Insieme per Celenza sul Trigno siamo convinti che gli investimenti e i progetti in servizi alla persona, favoriranno la crescita della natalità e potrannk arrestare lo spopolamento. Certo contano i finanziamenti, ma anche la progettualità e la capacità di guardare al futuro, al di là delle ristrettezze del momento.

Quelli che oggi ci criticano dovrebbero chiedersi se noi del movimento Insieme per Celenza se non avessimo investito progetti e risorse nella scuola materna, media ed elementare, se non avessimo fatto tutte le lotte e portato più volte mezzo consiglio regionale in paese per mantenere la guardia medica, se non avessimo alzato la voce sulla viabilità e se non ci fossimo recati in provincia per le frane sulla provinciale, oggi avremmo avuto la scuola materna. Avremo avuto le scuole a norma di legge o la guardia medica. O anche le frane riparate?

Non solo abbiamo investito nella scuola, viabilità, ma anche nei servizi alle persone, nella raccolta differenziata, energia verde, sistemazione del corso, messa a norma della discarica, sicurezza alle persone con il progetto per l’istallazione delle telecamera in paese, etc. Se oggi non ci fossero stati questi progetti, cosa ne sarebbe stato di questo comune e del nostro territorio?
Anche il nostro movimento Insieme per Celenza ha contribuito a frenare lo spopolamento e a realizzare l’occupazione femminile”.

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