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Poliziotti e studenti protagonisti di “Una vita da social” in Piazza Rossetti foto

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VASTO. Ha fatto tappa a Vasto questa mattina l’iniziativa “Una vita da social” con #unaparolaeunbacio, la campagna educativa itinerante della Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con il Patrocinio dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Giunta alla sua quarta edizione, l’iniziativa ha avuto lo scopo di fare informazione tra i giovani circa i rischi della navigazione in Internet, in particolare quelli provenienti dall’utilizzo dei Social Network. Temi strettamente attuali che troppo spesso alimentano la cronaca nera del nostro Paese. Piazza Rossetti è stata particolarmente vivace, popolata da giovani studenti provenienti da scuole non solo del vastese, ma anche da paesi più lontani come Celenza sul Trigno e Loreto Aprutino. Numerosi i poliziotti che hanno affascinato i ragazzi con le loro spiegazioni e tutta la loro professionalità. Ad attirare inizialmente l’attenzione però è stato un atletico Pastore Tedesco, poliziotto a tutti gli effetti, che ha mostrato le sue capacità olfattive e motorie e poi anche la sua enorme voglia di giocare.
Nel corso della mattinata tutte le classi hanno avuto modo di prendere parte all’ascolto di spiegazioni e video all’interno del grande truck adibito per l’occasione. Tante slides hanno mostrato più in generale gli ambiti di cui si occupa la Polizia Postale, quali Pedofilia online, Cyberterrorismo, Cyberbullismo, Computer Crimes, Frodi Online, Computer Forensics, Protezione infrastrutture critiche. Nello specifico poi sono stati illustrati i comportamenti che le persone possono assumere dietro ad uno schermo del pc se mosse da interessi perversi. “E’ importante che i giovani che si avvicinano ad Internet,  troppo spesso ancora bambini, sappiano che la rete offre grandi opportunità ma può nascondere anche insidie che vanno conosciute per potersi difendere.” Questo è stato il messaggio di fondo che si è voluto comunicare alle scolaresche. Internet offre infatti possibilità di gioco e svago, ma è anche fonte di numerosi rischi come quello della dipendenza o il rischio che i suoi contenuti non siano formativi. Da non sottovalutare il rischio virus, ma ancor più quello di essere contattati da gente adulta che assume voci e sembianze adolescenziali perseguendo fini insani. Di Cyberbullismo invece si tratta quando si verificano atti molesti perpetrati nei confronti di una persona ad esempio pubblicando informazioni private o foto a sua insaputa, un fenomeno da cui possono scaturire anche gesti estremi da parte della vittima. Alto è il rischio di cadere in truffe economiche ai danni dei propri familiari, così come il rischio del sexting, cioè di vedere online contenuti a sfondo sessuale che, autoprodotti, sono poi inviati ad amici o ex partner che li diffondono senza timore.
Internet insomma è una enorme banca dati in cui ciascuno può inserire informazioni più o meno veritiere ed espandere la propria rete di contatti lasciandosi guidare dalle più disparate intenzioni. Abbiamo chiesto ad alcuni studenti di Loreto Aprutino quale sia il loro rapporto con la rete ed in particolare con i Social Network: la maggior parte utilizza solo Instagram, ha un account privato e raramente pubblica foto personali preferendo frasi e aforismi. Ad utilizzare WhatsApp invece sono quasi tutti, per comodità. Su un campione di circa venti ragazzi solamente uno è iscritto a Facebook, ma lo usa poco e sempre sotto il vaglio dei genitori.

Il tour di “Una vita da social” partito da Piazza Montecitorio a Roma, continuerà ancora in numerose piazze italiane ed è possibile seguire la campagna su Facebook cliccando #unaparolaeunbacio.

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