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Giangiacomo a D’Elisa, Prospero e Suriani: la politica non si fa giocando a dividere

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VASTO. Il Consigliere Comunale di minoranza Guido Giangiacomo ieri ha duramente criticato i colleghi Alessandro D’Elisa, Francesco Prospero e Vincenzo Suriani per aver abbandonato la riunione dei capigruppo e convocato nel tado pomeriggi, quando il Consiglio Comunale era ancora in corso, una conferenza stampa.

“Semplicemente inaudito.. ma come si fa ad abbandonare la riunione dei capigruppo in cui si discute di un testo condiviso sulla variante alla Ss16 perché non si è d’accordo su una mia osservazione -dichiara Guido Giangiacomo– tornare in consiglio vantare di aver avuto un testo condiviso, votarlo e poi mentre il consiglio comunale continua occupandosi di temi importanti quali il nuovo cementificio di cui si paventa la realizzazione a Punta Aderci ed il Parco della Costa Teatina abbandonare l’aula per una insignificante conferenza stampa di 18 minuti (che credo nessuno abbia seguito fino in fondo) per rivendicare per primi la delibera della variante sulla Ss16 nel timore che poi tutti i firmatari avrebbero giustamente potuto rivendicarne il merito. Ecco il fast food della politica, non importa quello che faccio e chi lo proponga (il povero Laudazi vero demiurgo della delibera approvata non è stato invitato a partecipare alla conferenza stampa perché impegnato a discutere insieme al sottoscritto gli altri punti del consiglio) purché la stampa, Facebook e i siti on line scrivano che sia stato io piuttosto che tu!!! mai visto niente del genere! Il punto più basso della politica e proprio dal trio -conclude Giangiacomo- che si auto proclama di essere l’emblema e l’unica vera opposizione in Comune! Vanagloria ed autoreferenzialità non portano da nessuna parte e sono strade già battute negli ultimi 10 anni dal centrodestra con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. La politica si fa aggregando non giocando a dividere per assumersi meriti che sono di tutti e da ultimo forse di chi alle riunioni in cui si cercano testi condivisi su idee comuni per il bene della città alla prima obiezione di qualcuno sbatte i pugni ed abbandona la stanza. Appunto il teatro dell’assurdo!”.

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