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Quella foto con dedica di Michele Scarponi, “Gli feci asfaltare la strada vicino casa”

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TERMOLI. Una settimana davvero tragica per il mondo a pedali, sia quello agonistico, con la copertina a colori, che per coloro che usano la bicicletta per pura passione o come unico mezzo di locomozione. Una settimana che ha strappato alla vita e al ciclismo un campione autentico, Michele Scarponi. Un atleta generosissimo, capace di vincere un Giro d’Italia e una Tirreno-Adriatico, ma anche di essere un coequipier di rara efficacia, quando in squadra c’erano altri capitani. Avrebbe condotto l’Astana al prossimo Giro d’Italia in qualità di leader, dopo il ritiro di Fabio Aru.DSC_0416

Ma il destino e una negligenza evidente alla guida da parte di qualcun altro gli hanno spezzato le ali, ponendo fine al suo volo. Mal’aquila di Filottrano, il paese in provincia di Ancona che gli ha dato i natali e l’estremo saluto, appena ieri, con 10mila e più persone accorse al campo sportivo, tra cui lo stessoAru, Vincenzo Nibali, Peter Sagan, Gilberto Simoni e Davide Cassani,per citarne alcuni, vivrà nel ricordo di tutti. Tra costoro, sicuramente, un termolese doc che in provincia di Ancona ha vissuto, studiato e lavorato, prima di rientrare al comune di Termoli come tecnico nel settore dei Lavori pubblici. Parliamo dell’ingegner Gianfranco Bove, non solo tifosissimo del Napoli calcio ed esperto di boxe. Per Bove la scomparsa di Scarponi è stato un tuffo al cuore. Custodiva, infatti, gelosamente (e lo farà ancor più gelosamente) una foto con autografo e dedica di Michele Scarponi. Gianfranco è stato uno dei primi a commentare la notizia che abbiamo voluto pubblicare sulla pagina Facebook di Termolionline, quando ne è stata ufficializzata la morte.

«Io mi occupavo di lavori nel comprensorio di Osimo-Castelfidardo e Filottrano è là vicino.  L’ho incontrato per strada alcune volte ed altre in cantiere…»

 Ha la voce rotta dall’emozione, l’ingegner Bove, nel ritornare con la mente a quei ricordi e a quegli aneddoti, mentre ci coinvolge raccontando del dispiacere degli amanti del ciclismo di Termoli ed in particolare del suo che aveva avuto la fortuna di conoscerlo, dato che frequentava spesso lo stesso negozio di bici.
 «Pensa che ho in ufficio la foto con autografo e dedica a me, ingegnere della Provincia che gli feci asfaltare un pezzo di una strada vicino casa sua e non molto distante da dove è morto. Che tristezza…»
 Bove si lascia andare, con un magone che viene fuori con naturalezza e amarezza al tempo stesso.
 «Ho conosciuto Michele Scarponi in un negozio di biciclette di Villa Musone, una frazione di Loreto. In quel periodo, se non ricordo male nel 2010, seguivo alcuni lavori stradali nella zona di Castelfidardo e Osimo. Il negoziante gli disse che lavoravo per la Provincia di Ancona e lui mi segnalò alcuni tratti da asfaltare sulla provinciale Jesina, la 362, quella in cui purtroppo è morto. Lo incontrai alcune volte per strada, e in bici tentai anche di stargli a ruota, ma se la strada saliva, lui se ne andava, lanciava uno sguardo come a dire “mi dispiace…”sorrideva, salutava e non lo rivedevi più. Passava spesso pure nei cantieri che mi capitava di visitare e salutava tutti, sorrideva e col suo spiccato accento marchigiano incitava “..daje ragazzi ‘nnamo co’ sto asfalto...”. Mi regalò una foto con dedica che custodisco gelosamente perché mi ritengo fortunato per aver avuto modo di assistere alle sue imprese sportive, ma soprattutto per aver avuto il privilegio di incontrare una grande persona, prima ancora che un grandissimo corridore. Ciao Michele… che la terra ti sia lieve…»

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