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Nada al Teatro Rossetti: ho cominciato a scrivere e ho scoperto che era bello foto

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VASTO. Ieri sera  la cantante Nada Malanima, conosciuta semplicemente come Nada, è stata ospite del penultimo appuntamento con i “Giovedì Rossettiani” in una veste ancora poco nota al grande pubblico, quella di scrittrice. Al Teatro Rossetti, pieno anche questa volta, sul palco insieme a Nada per parlare del suo ultimo romanzo “Leonida”  il giornalista ed editore Simone Caltabellota e il Direttore del Centro Europeo di Studi Rossettiani, Prof. Gianni Oliva.

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“Una passione per la scrittura –ha raccontato l’artista- cresciuta con naturalezza. Ho cominciato a scrivere e ho scoperto che era una cosa bella, che avevo tante cose da raccontare”.

Leonida è la storia di una bambina incompresa, con madre assente, che diventa donna, soffre, lotta per cercare la sua identità, ritrova se stessa attraverso un ritorno alle sue origini. La famiglia non sempre è il luogo dove ti senti rassicurato e ricevi amore. Leonida si fa condizionare dalla sua infanzia difficile per tutta la vita, poi da adulta comprende anche le fragilità degli altri. Alla fine, riuscire a perdonare sua madre sarà la prova massima che è diventata grande.

Nada ha inoltre sottolineato che nei suoi romanzi parla spesso delle figure femminili e del rapporto madre e figlia.

“Essendo una donna mi viene forse più naturale raccontare, penso –ha detto-  che la donna nella sua semplicità sia più ricca di cose. Forse anche per il fatto che una donna è madre, mi permette di raccontare più aspetti emozionali. Credo che le donne siano più complesse degli uomini, abbiano tante dimensioni, e quindi mi permettono di raccontare di scavare nella sofferenza, nel dolore, nell’esorcizzazione delle cose. L’uomo è più semplice, più distaccato, distante.

E parlando del rapporto con sua madre ha raccontato: è stato un rapporto che mi ha segnato. Avevamo entrambi caratteri decisi. Litigavamo, ci allontanavamo, ma avevo come una dipendenza da lei, avevo bisogno di starle vicino. Forse è dipeso dal terrore di perderla, perché soffriva di esaurimento nervoso.

Nada ha voluto salutare il suo pubblico cantando, a cappella, “All’aria aperta” estratto dal disco L’amore devi seguirlo il brano racconta una storia di libertà assoluta, un fiero inno alla vita.

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