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C’era una volta la centrale fotovoltaica “Elio 1” in contrada Montalfano di Cupello

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CUPELLO. “Un desolante abbandono immerso in area piena di erbacce e rifiuti questo -spiega il consigliere comunale Camillo D’Amico- è lo stato in cui versa adesso la fu gloriosa centrale fotovoltaica “Elio 1” in contrada Montalfano di Cupello.

Pannelli solari divelti e rubati, fili di rame spezzati e portati via, rete di recinzione recisa che facilita l’accesso a chiunque, trasformatori dell’energia elettrica (pulita e rinnovabile) rubati, container con porte rotte e pieni di rifiuti d’ogni genere; tutto questo miserevole spettacolo con telecamere che non funzionano!!!

La struttura che doveva ospitare i corsi di specializzazione post diploma e post laura in “scienze delle energie alternative” di cui tantissimo si è scritto, parlato e straparlato in tante campagne elettorali è accessibile a tutti per una porta d’ingresso rotta con una grossa pietra ancora lì depositata ed all’interno si trovano ancora costose porte con chiavi appese, condizionatori d’aria dentro i cartoni di contenimento, bagni con accessori ancora nelle loro confezioni cellofanate ma anche split per l’accensione e spegnimento della luce rubati ed altri a completa disposizione dell’occorrenza del ladro dell’impunito ladro di turno che verrà!!!

Oggi questa è la situazione di una struttura di pregio che dava prestigio non solo a Cupello ma all’intero territorio facendo di questa zona un vera attrazione per la costituzione di un polo delle energie alternative tanto pavoneggiata nel passato ma solo per meri scopi elettorali.

Cupello e l’intero territorio hanno perso definitivamente l’ennesima opportunità di sviluppo concreto e le responsabilità sono diffuse a livello istituzionale per la mancata sorveglianza e l’incuria assoluta in cui l’impianto è stato lasciato.

“Adesso e solo per adesso”, come un noto cronista della popolare trasmissione di canale 5 “Striscia la Notizia” ama sempre dire, mi fermo qui ma seguiranno altre puntate ed informazioni che arriveranno unitamente all’indicazione di chi è la responsabilità politica ed istituzionale di questo disastro”.

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