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Artista vastese ha raffigurato in 6 vetrate istoriate le apparizioni di Fatima

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VASTO. Il mese di maggio, che ieri si è concluso, ha vissuto un clima mariano particolare, in quanto si è celebrato, precisamente il giorno 13, il centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima. Anche in qualche parrocchia di Vasto (quella di S. Marco soprattutto) si è solennizzata la data con la celebrazione della S. Messa e la fiaccolata serale.

La lieta circostanza mi ha dato l’opportunità di incontrare Antonio Di Spalatro, un artista vastese, impegnato da anni nel lavoro delle vetrate istoriate nelle Chiese, così chiamate perché non sono solo un elemento decorativo di tempio sacro, ma anche narrativo, in quanto ornano raccontando delle Sacre Scritture e di storie religiose. Il compito più importante delle vetrate è quello di filtrare la luce trasformando gli spazi interni di un edificio in una colorazione incantevole, una magia di sfumature di colori che aumentano il senso della spiritualità.

Molto belle e suggestive sono in particolare le vetrate di Di Spalatro, che attualmente ornano il Santuario della Madonna di Fatima di Bagnoli del Trigno (Cb).

“Si tratta – ci ha sottolineato l’artista –  di sei vetrate istoriate di normali dimensioni ed una di grandi dimensioni, di circa quaranta mq. che raccontano le apparizioni della Madonna a Fatima”.

“Questi dipinti – ha proseguito Di Spalatro – sono stati richiesti dalla committenza  e sono comprensibili a tutti. Dopo la ricerca iconologica e la scelta dei motivi artistici, ho preferito interpretare le apparizioni in modo che i temi e i concetti, comunicassero con stimolo lieve, restituendo all’ osservatore una percezione di facile comprensione e di sereno godimento”.

“Le varie configurazioni – ha aggiunto l’artista vastese – sono strutturate secondo le regole della buona forma. Le composizioni geometriche, infatti, che creano i campi, sono disposte in modo che la forma contribuisca con il colore a determinare le cosiddette simmetrie compositive, tenendo conto soprattutto che l’arte del colore è la parte dominante della pittura, e di conseguenza del suo linguaggio. Quindi il colore combacia esattamente con la forma, ad esempio le due dinamiche che avvolgono i bambini di colore arancio, composto a sua volta di rosso e di giallo, sono il simbolo dell’amore di Dio per i bambini: il rosso è l’amore e il giallo è il Divino”.

“Ogni elemento della composizione –ha concluso Di Spalatro –  ha in sé il proprio valore simbolico: il colore giallo ambra chiaro delle pietre del suolo formano una campitura che armonizza con l’azzurro del cielo e diventa simbolo del Divino insieme ad esso. Infatti il colore azzurro è il più immateriale e spirituale dei colori perciò è attributo del Divino. La nuvola, altro elemento compositivo di rilievo, che vuole significare la presenza di Dio, solo Dio può comandare alle nubi di aprire e chiudere le porte del cielo Sai 78,23 (seconda apparizione) in tutte le vetrate la nuvola è la presenza di Dio”.

Sarebbe interessante proporre una lettura delle varie vetrate. Ma questo sarà compito di un ulteriore articolo.

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