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Replica sull’interrogazione di Castaldi per l’affidamento dei servizi SPRAR

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VASTO. “Un bel tacer mai scritto fu” esclamò Ericlea, la nutrice di Ulisse, nel quinto atto dell’opera lirica “Il ritorno di Ulisse” nel 1641. Giacomo Badoaro, purtroppo o per fortuna, aveva almeno parzialmente torto. Perché ci sono dei momenti in cui, bello o brutto, ma tacere sarebbe per alcuni nettamente meglio. E ci sono poi momenti in cui è obbligatorio esprimersi, è dovere umano. Ecco, dopo aver letto e riletto varie volte il comunicato del senatore Castaldi sull’interrogazione al Ministero dell’Interno relativamente al bando di gara per l’affidamento dei servizi del progetto SPRAR a Vasto. E’ quanto ha dichiarato Alessio Di Florio attivista sociale e politico.

“Non scriverò della gestione dei flussi migratori da parte dello Stato Italiano, -dice Di Florio- lo faccio e denuncio da almeno 14 anni (da anni nei quali con il regista RAI Stefano Mencherini portavamo avanti le denunce contro gli abusi e i traffici di Cesare Lodeserto a Lecce, anni nei quali già parlavamo delle Misericordie e del loro presidente modenese … non so dov’era all’epoca il senatore Castaldi), o nel nostro territorio, su cui mi sono già ampiamente espresso più e più volte. Come sul consorzio del vincitore del bando (a cui tra l’altro pare abbia partecipato da solo, quindi la vedo difficile quel che il senatore sembra insinuare…), che non ho avuto modo di leggere e studiarmi in particolare e su cui quindi non posso scrivere nulla.

Oggi invece sento mio dovere esprimermi su una delle persone, chiamate in causa da Castaldi, e sulla sua correttezza: Lidia Carlucci. Da quel che leggo, il senatore Castaldi non conosce Lidia, non conosce le dinamiche e i fatti dei suoi rapporti (ed ex) di lavoro. Castaldi butta là una citazione di Lidia, “la dott.ssa Carlucci” come scrive lui in un modo che a qualcuno potrebbe persino apparire sprezzante (poco prima l’ex assessore Marco Marra è citato con nome e cognome, per Lidia un dott.ssa Carlucci, devo pensare che non sia casuale?!), quasi accusandola di far parte di un sistema di potere, di essere stata nominata parte della commissione non per titoli (e quelli di Lidia il senatore non credo li conosca) ma per altri motivi. In 18 anni di attivismo sociale e politico posso dire di aver incrociato tantissime persone che si son vendute per meno di un piatto di lenticchie, per una poltrona o una borsa, per soldi o per altro interesse. E persone che hanno sempre tenuto la schiena dritta, che sono sempre andate avanti con passione e cuore , fedeli ai propri ideali dalla mattina quando si alzano alla sera quando vanno a dormire. Ecco, posso affermare senza timore di smentite, pronto a metterci non solo una mano, ma tutte e due, i piedi, la testa, che Lidia appartenga a questa seconda categoria. E che mai mai mai mai si omologherebbe a sistemi di potere (quei sistemi che, a mia volta, cerco di denunciare almeno dal 2013 – in Abruzzo e non solo, e posso darne ampia testimonianza di ciò) o farebbe alcunché senza la massima correttezza e integrità morale possibile. Perché lei è la passione, la correttezza e l’integrità morale incarnata, personificata. Ho personalmente avuto innumerevoli occasioni in cui ho potuto conoscere e apprezzare il cuore d’oro, la passione totale, il non abbassarsi a compromessi per interessi personali e, anzi, l’immensa generosità di Lidia Carlucci. E, ripeto, sarei pronto a metterci sul fuoco mani, piedi, testa. Senz’indugio. No, caro senatore Castaldi, ci sono tanti sistemi di potere, leciti e illeciti, che sono presenti nel nostro territorio, anche nella città di Vasto. Il procuratore, con cui condivido solo il cognome perché non siamo minimamente parenti, varie volte ha energicamente invitato i cittadini a denunciare la malapolitica. E ce ne sarebbero anche tante altre di denunce, piccole e grandi. Con le associazioni di cui sono referente nazionale per l’Abruzzo io stesso concetti simili li ho espressi più e più volte negli anni, anche di recente. Ma Lidia Carlucci con tutto questo nulla c’entra e, anzi, sono persone splendide e straordinarie come lei che rappresentano granelli di sabbia nel moloch della mediocrità, del compromesso, dell’interesse egoistico e senza slanci emotivi. Qualsiasi cosa Lidia abbia fatto, fa o farà lo ha fatto per merito, per titoli, per passione, perché guidata da un cuore raro per generosità e nobili ideali. E oggi sento mio dovere, ma lo faccio s’intende con piacere e onore, ribadirlo. Da persona che ha il privilegio di conoscerla e averla potuta apprezzare”.

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