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Consorzio bonifica, Amicone: siamo in grado di rispondere alle esigenze della stagione estiva foto

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VASTO. “Oggi il livello della diga di Chiauci -ha detto questa mattina in conferenza stampa il Commissario de Consorzio di bonifica sud, Franco Amicone- è 738,25, da quando la diga è stata autorizzata in via sperimentale è sempre 738 metri sul livello del mare, solo in casi eccezionali come piene e piogge improvvise si può arrivare a 7,40. Siamo in grado attualmente di rispondere alle esigenze della stagione estiva. Assumo un impegno in situazioni emergenziali questo Consorzio avrà l’onere e la cura di informare tempestivamente e in maniera preventiva tutti gli attori per poter gestire l’eventuale emergenza. Al momento tutti gli indicatori ci dicono che siamo nella possibilità di gestire in maniera efficiente il nostro servizio. Una settimana fa abbiamo codificato con Arap il costo unitario per metro cubo di acqua. Per cui sappiamo con certezza quando ci dovrà dare l’Arap per l’acqua che forniamo. Così sarà anche per il Consorzio di Bonifica di Termoli perché da un accordo forfettario del 2012 il Consorzio di Termoli non ha mai pagato. Il ruolo principale del Consorzio è dare risposte al mondo agricolo. Con la certificazione di bilancio consuntivo 2016, realizzata dall’Università di Ancona, abbiamo fatto in modo che ci fosse un punto fermo. Rispetto al consuntivo 2015 si appalesa con una riduzione del debito di circa 800mila euro. Possiamo dire che ci impegniamo ad invertire la tendenza. Credo che il Consorzio di bonifica vada ripensato anche come ente di ripristino, di tutela e di sviluppo. Le difficoltà conosciute del Consorzio permangono. Ci sono difficoltà soprattutto di liquidità, ma se devo guardare la prospettiva,  questo Consorzio ha le possibilità e le risorse per poter risorgere. E’ un consorzio con un comprensorio ricco di acqua. E’ necessario -ha concluso Amicone- porre in essere iniziative per invertire la rotta e far in modo che si riesca a dare il servizio in maniera efficiente e portare a compimento alcune iniziative infrastrutturali e pensarne di nuove per tradurre in realtà il termine risorgere”.

amicone franco

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