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Torrebruna, la storia delle sorelle Fiorentina e Teresa

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TORREBRUNA. Fiorentina e Teresa di Domenica sono due simpatiche nonnine dell‘Alto Vastese, siamo venuti a conoscenza della loro storia grazie ad una foto ed ad un post su Facebook del nipote Vincenzo. Oggi raccontiamo la loro storia, quella che potrebbe  essere la storia di tanti altri nonni che ringraziamo per la loro presenza nelle nostre vite come afferma Vincenzo: ” Questo è un modo per poter dire grazie a mia nonna, prima che il tempo non mi permetta più di farlo”.

Queste le parole di un nipote, che siamo sicuri potreste essere anche voi, e che da uno scatto fotografico ha ripercorso i quasi 2 secoli di vita delle due donne: “Entrambe di Torrebruna, piccolo comune dell’entroterra vastese di circa 900 anime, dove sono nate e vivono da sempre. Una vita semplice la loro, scandita dal tempo dei campi, dei raccolti, del canto del gallo allevato sotto casa insieme a galline, coniglietti, ed a volte qualche maialino. (oggi potremmo dire donne 100% biologiche) Mia nonna Fiorentina Di Domenica è nata il 20 ottobre 1924, ha 3 figli, 9 nipoti e 10 pronipoti. Tutti noi la amiamo tantissimo. Ancora oggi non rinuncia ai lavoretti nell’orticello di casa, a fare la spesa, a fare provvista di legna nei giorni invernali. E’ autonoma, una memoria di ferro e tiene i conti a mente. In 34 anni non ricordo di aver visto una sola volta mia nonna malata o con un semplice raffreddore. Certo una vita a coltivare campi ora chiede il conto alle ossa ed i movimenti sono più limitati, ma la cosa non sembra scalfirla affatto. Vive sola da quando è venuto a mancare mio nonno, ormai oltre 20 anni fa, partito giovane a ridosso della seconda guerra mondiale per lavorare nelle miniere in Belgio e tornato gravemente malato ai polmoni dopo pochi mesi. Lo ha assistito in tutto fino alla fine, sopraggiunta nel 94. Ancora oggi ricordo le serate, specialmente in inverno vicino al caminetto acceso, non a guardare la tv o a chattare sui social o a giocare connessi con il mondo, ma semplicemente ad ascoltare i racconti di mia nonna, a volte divertenti nonostante la grande povertà specchio dell’epoca, a volte tristi come il periodo della guerra, dove solo gli occhi velati dalle lacrime mi hanno raccontato quello che le parole non sono state in grado di fare. Nonostante abbia 34 anni, ho avuto la fortuna, come i miei coetanei, di conoscere la tecnologia alla giusta età perché non ci sarà mai un’app o una consolle in grado di sostituire il racconto di una nonna, ma questo purtroppo le nuove generazioni, forse inconsapevolmente, non lo sanno ed i genitori di oggi, che erano i nipotini di allora, forse lo stanno dimenticando. Teresa Di Domenica, per tutto il paese zia Trisina, è nata il 4 marzo 1915. ha 102 anni, 2 figli, 4 nipoti e 4 pronipoti. E’ rimasta vedova dopo pochi anni di matrimonio, poiché il marito è morto combattendo nella seconda guerra mondiale. Zia Trisina ha un’ottima memoria, anche migliore della sorella, ed è sempre contenta quando qualcuno va a farle visita. Se la sorella non passa a trovarla per qualche giorno, si informa con i conoscenti se l’hanno vista in chiesa o in qualche negozio del paese. Di 5 figli, un fratello e quattro sorelle, sono rimaste in vita solo loro due. Di queste due donne ed in generale di molte persone anziane che ho conosciuto, la cosa che più mi ha sempre colpito è la profonda compostezza, il rigore, quel modo di fare sempre attento e rispettoso quando si è tra la gente, un tratto comune in tutte le persone delle “vecchie generazioni” che, nonostante l’impossibilità ad accedere ad una cultura scolastica, sicuramente abbondano di una cultura del saper fare, del sapersi comportare, del sapersi conquistare e mantenere un posto nella famiglia e nella società, del sapersi accontentare e godere di quello che si ha o si riesce ad ottenere.” (Foto di Fiorella di Tullio).

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