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Yari Perrotti è il nuovo preparatore atletico della Nazionale Italiana di Endurance foto

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VASTO. Un grande successo per il vastese Yari Perrotti. Il giovane atleta è stato infatti nominato preparatore atletico della squadra Nazionale Italiana di Endurance, sia dei young riders che dei senior. Alla nostra domanda su cosa fosse in realtà l’Endurance ha risposto dicendoci che si tratta di uno sport equestre basato principalmente su gare di resistenza del cavallo. Un traguardo, questo, che ha qualcosa di speciale poiché Yari, che ha iniziato ad avvicinarsi al mondo dell’equitazione a 19 anni, ha raccolto numerosi successi e nel momento in cui sembrava che la sua carriera nel settore fosse giunta al termine, ecco arrivare una la clamorosa proposta dalla CT della Nazionale Italiana.

yari

La CT della nazionale italiana ha pensato a me come preparatore atletico sia dei giovani che degli adulti, perché per vent’anni ho fatto gare a cavallo ottenendo tanti risultati e due record nazionali assoluti. Ho accettato all’istante perché ho visto davanti a me ripagate tutte le fatiche sofferte. Colgo l’occasione per ringraziare la CT Angela Origgi per l’opportunità che mi ha dato e che porterò avanti con il massimo dell’impegno“.

Fra i tuoi traguardi quali riconosci essere i più importanti?
Il primo l’ho raggiunto nel 2011 quando ho fatto la mia prima gara internazionale di 120 chilometri e ho vinto il premio della Best Condition cioè un premio che viene dato al cavallo che termina la gara nelle migliori condizioni fisiche. Dopo un mese a Fontanafredda, in un’altra gara di 120 chilometri, sono stato il primo italiano a superare i 20 all’ora di media nella storia d’Italia. L’anno successivo nella gara di 160 chilometri nelle selezioni per il Campionato del mondo ho ottenuto il primo posto e nuovamente la Best Condition. Con il CT dell’epoca decidemmo però di partecipare al Campionato del mondo riservato ai giovani cavalli. Con quella scelta abbiamo permesso all’Italia di vincere per la prima volta la medaglia d’argento.

Quale sarà il tuo compito nella guida della Nazionale Italiana di Endurance?
Sin da subito andremo a prepararci per il Campionato Europeo che si terrà ad agosto a Bruxelles. Il ruolo specifico di preparatore atletico è nato per introdurre i test fisici e nell’Endurance sono il primo a rivestire questo ruolo perché l’Italia non ha mai avuto uno un preparatore atletico. I test fisici li abbiamo fatti a San Rossore di Pisa la scorsa settimana. Poi svolgerò il lavoro di coaching e in fine il lavoro di team-building quindi avrò il compito di amalgamare la squadra per raffinare una strategia di gara il più vicino possibile a quella ideale.

In cosa consiste una gara di Endurance?
Consiste in una gara che si svolge interamente in natura, lungo percorsi diversi. Negli Europei di Bruxelles ci troveremo a gareggiare in un enorme parco, mentre ad esempio a Dubai nella President Cup – la gara più importante che fanno lì – si gareggia nel deserto.

Come si vince una gara di equitazione?
Ci vuole tanta preparazione fisica, un grande spirito di adattamento e un enorme forza mentale. Poi c’è una classifica individuale e una classifica a team che è la più importante in questi campionati internazionali. La classifica a team si fa sommando i tre migliori tempi  degli atleti di ogni squadra nonostante a gareggiare  ne siano cinque per ogni squadra.

Bantam è stato il tuo cavallo per tantissimi anni, com’era il vostro rapporto?
Sì, prima di Bantam ho avuto Altaer con il quale ho mosso i primi passi nel mondo dell’equitazione. Abbiamo raggiunto buoni risultati ma sicuramente non era un fenomeno quale si è dimostrato essere poi Bantam che mi ha portato a raggiungere grandi record con rapidità. All’inizio oltre ad essere cicciottello era molto timido, quindi l’ho rimesso in forma e ho lavorato sulla sua personalità e alla fine è diventato un leone. E’ un cavallo di un’intelligenza superiore perché sapeva quando era iscritto a una garetta semplice e quando c’era una gara internazionale e anche quando doveva dare il massimo perché aveva un bambino sopra. Da quando abbiamo smesso di gareggiare insieme gareggia con i bambini e lo fa con una tranquillità e una dignità che sono superbe.

In bocca al lupo a Yari Perrotti per questa nuova nuova avventura!

 

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