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Incompatibilità Cappa, Menna: “La minoranza attacca su tutto e tutti” foto

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VASTO. Ancora un Consiglio comunale lungo ed estenuante quello andato in scena nella giornata di lunedì. Iniziato alle 9.30 della mattina e terminato alle 22.30 circa, l’assise ha alternato momenti di tensione  e parole al vetriolo tra maggioranza ed opposizione. In particolare dopo la pausa delle 13,30, i lavori sono ripresi intorno alle 15.30 per discutere gli ultimi tre punti all’ordine del giorno. Tra questi c’erano il Documento Unico di Programmazione (DUP), l’assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2017 e dulcis in fundo la contestazione di incompatibilità della consigliera Alessandra Cappa. Proprio questo ultimo punto era molto atteso e qui la maggioranza ha votato contro in maniera compatta, come confermato dal primo cittadino di Vasto Francesco Menna:

“Maggioranza compatta perché è stato chiesto un parere ad un luminare in materia, un parere ai minimi tariffari, un parere che ha rasserenato il Consiglio comunale e che ci ha posto e ci pone nelle condizioni di non esporci ad una causa di risarcimento danni da parte di consiglieri. Questo è un parere che ci ha aiutato molto. Già sul caso Pollutri la minoranza  ha detto di non fidarsi del parere della Regione Abruzzo, di quello di compatibilità dell’avvocatura, figuriamoci se si fosse fidata di pareri degli organi interni. S0no ormai nella situazione in cui attaccano tutto e tutti. Un parere che è costato 2.500 euro, ma a questo punto io dovrei dire che il Consiglio straordinario che hanno invocato sulla Giunta comunale qualche mese fa è costato più di 2.500 euro e se io non avessi chiesto questo parere, oggi non ci sarebbe stato un voto sereno in aula e se si fosse votata l’incompatibilità la consigliera avrebbe potuto chiedere risarcimento dei danni. Legittima è la sua posizione, legittimo il suo diritto di essere Consigliere comunale, ma questo ripeto alla luce di un autorevole intervento in materia”.

Infine la seduta è terminata con la discussione di due risoluzioni della minoranza, mentre quella della maggioranza è stata ritirata in corso d’opera.  Le due risoluzione vedevano come primo firmatario Guido Giangiacomo, ma su entrambe non c’è stato nulla da fare.

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