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Abruzzo, tasso di disoccupazione del 13,7% nel primo trimestre 2017

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ABRUZZO. Nel IV trimestre 2016 gli occupati erano 482 mila mentre nel I trimestre 2017 diventano 464 mila registrando un decremento di 18 mila unità.
In valore percentuale, in Abruzzo, gli occupati hanno segnato un decremento del 3,7% di gran lunga superiore allo 0,4% nazionale.
I 464 mila occupati annotati nel I trimestre 2017 è il peggiore dato trimestrale registrato negli ultimi dieci anni e la pesante e allarmante flessione subita in valore percentuale (-3,7%) pone l’Abruzzo al terzultimo posto della graduatoria nazionale.

GLI OCCUPATI PER POSIZIONE PROFESSIONALE
I lavoratori dipendenti decrescono di 6 mila unità e quelli indipendenti di 12 mila. La flessione percentuale dei dipendenti in Abruzzo (-1,7%) è di gran lunga superiore rispetto a quella italiana (+0,6%).
Gli autonomi abruzzesi decrescono dell’ 8,5% in contro tendenza rispetto al dato nazionale che cresce dello 0.4%. (0%). La flessione degli autonomi abruzzesi dell’ 8,5% è il peggior risultato tra le regioni italiane.

GLI OCCUPATI PER ATTIVITA’ ECONOMICHE
Gli occupati per attività economica subiscono decrementi più consistenti nelle costruzioni (-10), e nel commercio e nelle attività ricettive (-9), più lievi nell’ industria (-5) e nell’ agricoltura (-5). L’unica attività che registra un incremento è quella dei servizi (+11).
Da sottolineare le vistose flessioni percentuali nelle costruzioni (-24%) che è il peggior risultato a livello nazionale e nell’agricoltura (-18,8%), più lievi nel commercio e nelle attività ricettive (-7,8%) e nell’ industria (-4,9%%); tutte comunque di gran lunga inferiori alle flessioni nazionali.
I lavoratori autonomi hanno influenzato pesantemente la flessione nell’ industria (-5 mila su -6 mila) e hanno da soli determinato il decremento nel commercio e nelle attività ricettive (-9 mila su -9 mila)

IL TASSO DI OCCUPAZIONE
Il tasso di occupazione in Abruzzo nel I trimestre 2017 è stato del 53,9%, valore che rimane ancora più basso del 57,2% nazionale registrando uno spread negativo di 3,3 punti percentuali.

I DISOCCUPATI
In Abruzzo, nel IV trimestre 2016 i disoccupati ammontavano a 73 mila unità e nel I trimestre 2017 diventano 74 mila registrando un incremento di mille unità. I disoccupati hanno registrato un incremento dell’ 1,4% dato in contro tendenza rispetto al dato Italiano che ha segnato una decrescita dello 0,7%.

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE
Il tasso di disoccupazione, in Abruzzo nel I trimestre 2017, è stato del 13,7% mentre in Italia ha segnato il 12,1%%. Il dato assegna all’Abruzzo uno spread dell’ 1,6%.

GLI INATTIVI
Gli inattivi passano da 304 mila del IV trimestre 2016 a 316 mila del I trimestre 2017 registrando un incremento di 12 mila unità.
In termini percentuali l’incremento degli inattivi è stato del 4,2% valore di molto superiore a quello medio nazionale che è stato dello 0,5%.

TASSO DI INATTIVITA’
Il tasso di inattività, in Abruzzo nel I trimestre 2017 è stato del 37,4%, valore più alto del 34,7% nazionale evidenziando uno spread negativo di 2,7 p. p.

CONSIDERAZIONI
La consistente flessione di 18 mila occupati subita dall’Abruzzo nel I trimestre 2017 è il peggiore dato trimestrale registrato negli ultimi dieci anni e la pesante e allarmante flessione subita in valore percentuale pari al 3,7% pone l’Abruzzo al terzultimo posto della graduatoria nazionale. Otre ai dati poco rassicuranti dell’occupazione occorre evidenziare anche:
che, nel I trimestre 2017, le esportazioni subiscono una brusca frenata e crescono di soli 24 milioni contro i 264 del I trimestre di un anno fa e, in valore percentuale, l’incremento è stato di appena l’1,2% (contro una media nazionale del 9,9%). A ciò si aggiunge che in soli dodici mesi l’Abruzzo, che allora svettava nelle graduatorie per regioni (terzo miglior risultato nel 2016 con il 14,9% in più) piomba invece ora in fondo alla classifica al quart’ultimo posto;
che, nel I trimestre 2017, le imprese annotano una flessione di 972 unità. In valore percentuale l’Abruzzo decresce 0,66%, valore più che doppio rispetto allo 0,26% italiano, decremento che posiziona l’Abruzzo al penultimo posto delle graduatoria nazionale delle regioni italiane;
I dati esposti confermano lo stato di grave crisi in cui si versa l’economia abruzzese ed evidenziano un sistema produttivo locale molto fragile.
La Regione ha posti in essere i poli di innovazione e le reti di imprese, misure queste che vedono la presenza:
-di un numero limitato di imprese in generale;
-di un insignificante numero di microimprese che rappresentano il 95% del totale ed impiegano il 52% degli occupati e costituiscono l’ossatura dell’economia abruzzese.
Per tornare a crescere serve una politica attiva che punti soprattutto a far cambiare passo al sistema produttivo endogeno abruzzese e per fare ciò si deve assolutamente riuscire a migliorare la competitività delle imprese in particolare delle micro imprese.
L’ultimo bando della Regione Abruzzo, il cui obiettivo è quello di contribuire a sostenere la ripresa economico-finanziaria ed occupazionale delle aree di crisi, non marcia nemmeno esso in questo senso in quanto:
-prevede una dotazione finanziaria di appena 16.000.000 di euro;
-è rivolto alle sole aree di crisi non complessa;
-non è diretto ad incentivare in maniera esclusiva la competitività.

Dati sull’occupazione pubblicati dall’ISTAT il 9/06/17

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