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Menna e Marchesani: “Aiuto ha scarsa conoscenza dei problemi della città”

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VASTO. L’onorevole Aiuto torna ad occuparsi dei Centri Antiviolenza partendo con il preconcetto tanto caro ai grillini dello “sperpero del denaro pubblico.
Se non fosse per l’estrema delicatezza ed importanza del ruolo rivestito dai Centri Antiviolenza, in prima linea nella lotta contro ogni forma di violenza di genere e nel sostegno alle vittime –ha commentato il sindaco di Vasto Francesco Mennase non fosse per la gravità delle allusioni che un rappresentante delle istituzioni parlamentari europee fa in maniera del tutto gratuita, inopinata e senza conoscere la realtà dei CAV non solo abruzzese ma anche locale, se non fosse per le decine e decine di donne maltrattate e violate accolte in questi anni grazie al Centro “DonnAttiva” del Comune di Vasto, ci sarebbe da rubricare come semplicemente ridicole le “approfondite” dichiarazioni della Aiuto.
Se l’europarlamentare avesse chiesto e fatto una visita nei CAV –ha aggiunto l’assessore alle Politiche Sociali, dei Diritti e delle Risorse Umane Lina Marchesaniforse avrebbe scoperto come lavorano i Centri Antiviolenza in Abruzzo e, soprattutto, come lavora il Centro Antiviolenza DonnAttiva del Comune di Vasto, quali sono i servizi gratuiti di sostegno, di protezione e accompagnamento che eroga quotidianamente alle donne vittime di violenza, cosa sono le Case Rifugio e quante, a dispetto di quello che vuole far credere, sono operative in Abruzzo.
Per esempio avrebbe scoperto che il Progetto “Penelope” (posizionatosi in graduatoria nazionale al decimo posto) è stato co-finanziato da risorse pubbliche ministeriali specificatamente destinate al potenziamento dei servizi gratuiti erogati dai Centri Antiviolenza non a carattere residenziale almeno per quel che riguarda la Città del Vasto.
Un Progetto che ha avuto una dimensione di intervento sovra-provinciale e interregionale poiché ha coinvolto le Province di Chieti, Pescara e Campobasso. Un progetto che ha rafforzato i legami ed i contatti quotidiani con il Tribunale, la Procura della Repubblica, le Forze dell’Ordine, Asl, Enti non profit etc..
Avrebbe forse capito l’onorevole Aiuto che la drammaticità e serietà del tema della violenza di genere non vale il gioco di un comunicato stampa allusivo che tenta di insinuare il dubbio. Questo non glielo consentiamo. I CAV fanno il loro dovere con serietà accogliendo le vittime della violenza e chi lavora in quelle strutture rischia in prima persona mettendoci la faccia e un po’ della propria vita.
L’onorevole Aiuto venga a trovarci. Ci farebbe piacere averla a fianco a noi in prima linea”.

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