vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Angelo Bucciarelli: “Ritratto impietoso di un ospedale in agonia”

Più informazioni su

VASTO. “Liste d’attesa e carenza di personale. Una combinazione micidiale.
508 giorni d’attesa per un’eco doppler; 413 giorni per una visita gastroentorologica; pazienti oncologici che non sempre trovano un percorso prioritario, servizi carenti in chirurgia vascolare, ortopedia, visite oculistiche e altro ancora. Lunghe liste di attesa per tac e risonanze magnetiche, sovraffollamento e lunghe ore d’attesa al pronto soccorso .
Questo il ritratto impietoso di un ospedale in agonia. Di chi la responsabilità? Di chi ha la responsabilità in Abruzzo della programmazione sanitaria e di chi ha la gestione del servizio sanitario nella ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, Silvio Paolucci e Pasquale Flacco. Da quando ci sono loro, la carenza di medici, infermieri e tecnici si è accentuata, perché è la prima volta che accade che in Abruzzo è ammesso solo il 50% del turnover e perché la sanità pubblica è diventata succube di quella privata. Un disastro la loro sanità. I cittadini voglio avere chiara la situazione: se devono fare sacrifici lo vogliono sapere; se non ci sono le condizioni per soddisfare le esigenza di un territorio lo vogliono sapere chiaramente, senza che venga raccontate frottole. Siamo cittadini non sudditi; siamo cittadini con diritti. Vorremmo che questo territorio fosse maggiormente rispettato.
Questo articolo https://www.vastoweb.com/2017/08/20/ospedale-vasto-prenota-un-ecodoppler-gli-fissano-la-visita-l8-gennaio-2019/ evidenzia, in tutta la sua immediatezza, lo stato di abbandono di questa parte del territorio. Sappiamo che la nostra sanità è stata una conquista sociale a cui non siamo disposti a rinunciare, perché ci sentiamo uguali a tutto il resto dell’Abruzzo. Parole come tutela, diritto, dignità, libertà, partecipazione, non siamo disposti ad abbandonarle. Il nostro diritto alla salute va pienamente attuata, checché ne dica Paolucci.”

Così, in una nota stampa, Angelo Bucciarelli.

Più informazioni su