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Arturo Cauli ricorda Giovannangelo Giammichele, ex esponente socialista del vastese

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VASTO. “E’ venuto a mancare qualche giorno fa, all’età di 91 anni, Giovannangelo Giammichele, detto Gianni, uno degli ultimi esponenti del vecchio Partito Socialista Italiano nel vastese. Nato a Dogliola  nel 1926 si trasferì negli anni della maturità con la sua famiglia nella vicina Fresagrandinaria dove svolse con entusiasmo, serietà ed abnegazione il compito di insegnante elementare. Ricopri la funzione di Sindaco di Fresagrandinaria per due legislature precisamente dal 1970 al 1980. In quegli anni si adoperò  con impegno allo sviluppo dell’area industriale di Fresagrandinaria. Grazie alla sua tenacia, intelligenza politica e lungimiranza  riuscì a convincere alcuni imprenditori del Nord ad investire in quella piccola  realtà industriale. La più importante azienda manifatturiera  che vi si insediò fu la Ceramica Valtrigno che in tempi relativamente recenti è stata rilevata dalla Granito Forte Spa produttrice di gres porcellanato. Quell’area  conta oggi oltre trecento addetti nel settore manifatturiero.  Nei primi anni ’80 per motivi familiari si trasferì nella vicina Vasto, dove oltre a dedicarsi all’insegnamento con il solito impegno  diventò un punto di riferimento  per gli iscritti della sezione del Partito Socialista Italiano di Vasto . Successivamente ricopri presso il Comune di Vasto, in forza sempre al PSI, la carica di Consigliere comunale di minoranza. A Vasto si distinse per il suo pragmatismo, la sua serietà e la sua competenza. La sua opposizione all’Amministrazione monocolore di Antonio Prospero fu sempre decisa, senza compromessi ma costruttiva e nell’interesse della comunità che rappresentava. In quegli anni fu un vera guida per i tanti sindaci della sinistra socialista ,di area autonomista, che si stavano affacciando sulla scena politica, quali Giuliano Giammichele di Dogliola, Remo Carilli di Roccaspinalveti, Luciano Piluso di Schiavi d’Abruzzo, Giovanni Di Stefano di Fresagrandinaria ed altri . Le sue scelte politiche non furono mai condizionate dal becero clientelismo che in quel periodo storico era purtroppo imperante. Fu, per dirla alla spagnola , ” un hombre vertical “ (uomo retto) . Lascia le due amatissime figlie e sua moglie, compagna di una vita.”

Così, Arturo Cauli.

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