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Bucciarelli: “Il Consorzio di Bonifica dichiari fallimento e chieda scusa ai vastesi”

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VASTO. “L’acqua, ci hanno insegnato a scuola, è l’elemento principale, il bene più prezioso per la vita. L’acqua va gestita con avvedutezza, competenza, professionalità, pianificando in tempo, senza improvvisazioni. E quello che sta accadendo in questi giorni in seguito alla cattiva gestione della Diga di Chiauci ha dell’incredibile, dà il segno del degrado. Un’orgia di degrado politico senza paragoni dovuto alla mancata capacità gestionale di un’opera inaugurata appena tre anni fa. In pratica, se non piove ogni tanto, alla fine rimaniamo senz’acqua, perché solo il Padreterno ci può salvare! Di chi la responsabilità?
La responsabilità è tutta del Consorzio di Bonifica Sud, di cui è commissario Franco Amicone. L’avevamo detto due mesi fa che presto saremmo giunti a questo punto, che l’invaso di Chiauci si stava esaurendo, pericolosamente. La responsabilità è tutta in capo all’attuale gestione che non ha saputo completare l’iter autorizzativo per aumentare la capacità dell’invaso, all’inizio del 2017, a 6mln di metri cubi, sufficienti a soddisfare l’intero fabbisogno agricolo, industriale oltre che turistico. Ma lui no! Lui, Amicone, si è affidato, diciamo così, alla sorte, contravvenendo ai consigli dell’Ufficio Dighe del ministero delle Infrastrutture che, più volte, ha sottolineato di “adeguare, di rafforzare e consolidare la struttura tecnico-organizzativa del Consorzio” in modo da poter autorizzare l’aumento dell’invaso.
E l’improvvisazione e il pressappochismo nella gestione del Consorzio di Bonifica sud prende corpo con una delibera commissariale, a firma del commissario, Franco Amicone, la n.36 del 26.02.2017. Una delibera con cui si assegna la progettazione esecutiva(o definitiva, non si capisce) per avere un finanziamento di 4mln di euro, per risolvere la messa in sicurezza della stessa Diga, che nell’immediatezza della crisi drammatica che stiamo vivendo, non risolve nulla. Nulla. Perché, Amicone, sa benissimo che questi lavori, tra espletamento della gara, ricorsi e lavori, passeranno anni e anni e anni. Senza considerare, poi, la superficialità dell’iter procedurale per arrivare alla delibera. Una delibera che solleva molti dubbi: 1) In considerazione dell’elevato importo dei lavori, 4 mln di euro, perché l’incarico di progettazione non è stato fatto tramite bando pubblico, con procedura aperta e non con la trattativa privata ( trattandosi di finanziamento pubblico)? E poi, è stata fatta un’indagine esplorativa, come prevede l’art. 36, utilizzato per la procedura di gara, volta a raccogliere tutte le istanze da parte dei professionisti interessati all’incarico? La procedura esplorativa è stata pubblicata, per la trasparenza, sul sito dell’ente per dare a tutti la possibilità di venirne a conoscenza?
Perché sono state invitate solo due ditte, da come si evince dalla delibera, la “Società C.&S. Di Giuseppe” e “Studio Tecnico prof Antonio Montepara”?
A questo punto è il caso che l’attuale gestione dichiari il proprio fallimento. Ammetta di non farcela, chiedendo scusa ai vastesi e sansalvesi e a tutti i cittadini del territorio. È inutile andare avanti. È una gestione inutile e dannosa per Vasto e il suo territorio.”

Così, in una nota stampa, Angelo Bucciarelli

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