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L’impiegato che rubò alle Poste verrà reintegrato a lavoro per ordine del giudice

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VASTO. Il dipendente delle Poste Centrali di Vasto, P.R. 58 anni, che nel 2012 era riuscito a sottrarre 14.500 euro dalle casse e che lo scorso anno era stato condannato in primo grado a un anno e nove mesi per appropriazione indebita, dopo 5 anni di battaglie ha vinto il ricorso: dovrà essere reintegrato a lavoro e il giudice ha ordinato a Poste Spa di versare all’uomo un anno di stipendi arretrati e di pagare le spese legali.

La motivazione che è stata data dal giudice del Lavoro di Chieti Ilaria Puozzo è che l’ufficio in cui lavorava il 58enne doveva licenziarlo in tronco, invece che trasferirlo, sospenderlo e aspettare l’esito del processo di primo grado. 

L’uomo all’epoca era stato tradito da un’intercettazione telefonica in cui valutava se fosse il caso di restituire il denaro rubato. Dopo due mesi dal furto la direzione lo trasferisce a Chieti e allo scattare delle misure cautelari l’uomo viene sospeso dal lavoro. Dopo un anno e mezzo viene reintegrato grazie alla difesa di due avvocati Carmine Di Risio e Marialucia D’Aloisio.

Con la sentenza di condanna penale in primo grado dell’agosto 2016 le Poste fanno scattare il licenziamento, subito impugnato dai suoi legali. Di fronte al giudice del lavoro è stato poi deciso il reintegro in ufficio con tanto di pagamento degli arretrati. L’avvocato Di Risio ha affermato che in questo modo è stato applicato un principio di civiltà perché il fatto doveva essere contestato tempestivamente al lavoratore, pena annullare il suo diritto alla difesa.

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