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Emodinamica a Vasto, Amato: “Abbiamo scelto una guerra alla disuguaglianza” foto

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VASTO. Si è svolta questa mattina presso i locali della Società Operaia, situati in Piazza Pudente, un incontro per fare il punto della situazione dopo la corrispondenza intercorsa tra il Minestero della Salute e la Regione Abruzzo riguardo alla realizzazione del servizio di emodinamica presso l’Ospedale di Vasto, in seguito alla raccolta delle firme. Ad aprire l’incontro è stata l‘Onorevole Maria Amato che ha ripercorso quanto emerso dai documenti in suo possesso: “Le firme che abbiamo raccolto sono ormai protocollate presso l’Assessorato alla Sanità per cui l’Assessore ed i suoi collaboratori sono consapevoli del numero di persone che si sono mosse. Contemporaneamente è arrivato tutto il carteggio tra il Ministero della Salute e la struttura dell’Assessorato.  In questi,  viene detto al Ministero, che l’Emodinamica di Chieti e Pescara per motivi importanti non si può toccare e che tutto il resto della regione è ok tranne un 5%. Le altre zone, stando alle carte, riescono ad arrivare all’ emodinamica con un tempo sotto le due ore. Francamente, conoscendo le strade dell’Alto Vastese, Medio Vastese e dalla stessa Vasto, mi viene difficile pensare che ci se la faccia in meno di due ore e in ogni caso siamo sopra i tempi di percorrenza.”

Il problema però non è solo l’emodinamica,  per Maria Amato infatti: ” Tutto il resto dell’ospedale di Vasto non è messo meglio, con sempre meno persone, nonostante le alte professionalità. E’ sempre meno forte il settore delle chirurgie e con un numero di primari sempre più ridotto. Non è stato messo a concorso il primariato del pronto soccorso di Vasto e sono stati fatti 5 bandi di selezione per Primario, 4 per Lanciano e 1 solo per Vasto. L’Assessore continua a tagliare i nastri altrove e chiaramente noi tutto quello che potremo fare, per richiamare l’attenzione su questo territorio, lo faremo perché non è giusto  che alla sanità che un diritto primario non venga risposto con equità da tutte le parti, indipendentemente della geografia.  Io e tutti quelli che mi accompagnano in questo percorso abbiamo scelto una guerra alla disuguaglianza”.

Presente all’incontro anche Gabriele Marchese, ex Sindaco di San Salvo che, riguardo alle 15mila firme raccolte e dimenticate dalla Regione Abruzzo, ha detto. ” Noi ci saremmo aspettati che l’Assessore Paolucci quantomeno ci  convocasse, o  che avesse incontrato il comitato per dirci quale era la reale intenzione della regione. Hanno fatto parlare i documenti, i quali dicono che ad oggi l’emodinamica non è prevista all’ospedale di Vasto. Noi non ci fermeremo, andremo avanti. Rivendicheremo con forza la dignità di questo territorio e il diritto alla salute. Chiameremo alla mobilitazione la popolazione perché noi vogliamo avere pari dignità e pari opportunità che hanno altri cittadini di questa regione. Siamo abbandonanti a noi stessi sia per quanto riguarda il diritto alla salute, sia per quanto riguarda i trasporti e la viabilità. Noi non vogliamo rimanere una zona marginalizzata dell’Abruzzo, non vogliamo vivere ai confini della realtà”.

Giuseppe Gattafoni, che era seduto al tavolo dei relatori, ha affermato: “Visti i documenti e questo scambio di lettere, è chiaro che fino ad ora siamo stati presi in giro”.

L’incontro è stato chiuso da Angelo Bucciarelli il quale ha rimarcato come : “Le risorse vengano destinate solo in alcune zone del territorio regionale, tralasciando completamente il vastese. Siamo al totale sbando”.

Dunque nell’incontro odierno è stato ribadito ancora una volta  il diritto alla salute e alla dignità di vivere in questo territorio perché ad oggi dice Maria Amato: “Per la salute di Chieti e Pescara, tutto il resto della regione paga”.

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