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Cotir, lavoratori: “Ci vogliono morti, ma c’è ancora un cuore che batte”

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VASTO. Sono nuovamente in fermento i lavoratori del Cotir, stanchi di attendere risponde dalla Regione  Abruzzo e  dai commissari liquidatori. Rabbia e amarezza, lasciano posto ad una flebile speranza, quella di capire che ne sarà del centro. Infatti domani è prevista una assembra sindacale unitaria, un incontro da cui trovare risposte e sperare in nuove certezze:

“Continuiamo a farci portavoce della drammatica situazione che sta vivendo il COTIR e il personale oramai senza stipendio da Marzo 2015 ed anche senza una guida…visto che i 4 commissari liquidatori nominati per rilanciare la Ricerca in Abruzzo si sono dimessi ed ora brancoliamo nel buio. 

Raccontare la nostra vicenda in poche righe è complicato, ne abbiamo viste troppe, ma mai come in questi ultimi tre anni. Siamo stati mortificati come lavoratori e come persone non abbiamo diritto ad avere risposte che ora chiediamo pubblicamente. Siamo sbalorditi.

Noi siamo nati con legge regionale, per volontà della Regione Abruzzo titolare dell’iniziativa  che ha visto realizzare con un finanziamento totalmente pubblico le strutture, l’azienda sperimentale, laboratori di analisi oltre alla nostra selezione effettuata con un bando pubblico a tutti gli effetti esperito dal COTIR in nome e per conto della Regione Abruzzo (tutto documentabile anche perchè abbiamo intrapreso un ricorso presso il tribunale del lavoro di Vasto).

Sfido a trovare se oltre ai due centri regionali di ricerca CRAB e COTIR ci sono altre partecipate che all’interno ha personale selezionato con un Bando pubblico come il nostro ..tutto ciò confermato anche in una seduta della commissione di vigilanza.

Domani 6 ottobre 2017 presso la sede del COTIR ci sarà una assemblea sindacale unitaria con la presenza oltre che dei Territoriali anche dei Confederarli regionali…perchè anche da loro ci aspettiamo delle risposte.”

Così, in una nota stampa, Marilena Di Tullio.

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