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Concessioni demaniali marittime, partita la discussione alla Camera

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VASTO. E’ iniziata ieri nell’aula di Montecitorio, con un dibattito animato, la discussione sul disegno di legge delega al Governo della vicenda annosa delle Concessioni demaniali marittime. In chiusura di dibattito, il presidente Laura Boldrini ha avvertito che è stata presentata la questione pregiudiziale di costituzionalità, che sarà esaminata e posta in votazione prima di passare all’esame degli articoli del provvedimento. A intervenire per conto di Palazzo Chigi, Pier Paolo Baretta, Sottosegretario di Stato per l’Economia e le finanze, che ha ricordato come questa discussione «viene da lontano, ma quello che è certo è che ha attraversato tutta questa legislatura, in più occasioni, con un’interlocuzione ampia con gli operatori del settore, tra le forze politiche e tra i due rami del Parlamento. Concludere la legislatura senza assumersi la responsabilità di una risposta a questo argomento sarebbe irresponsabile. Dal nostro punto di vista, quindi, la necessità di mettere dei punti di riferimento su questo tema, così controverso, così complesso, così difficile, ma così anche delicato, come è stato detto – sì, sicuramente delicato -, è molto importante, per gli operatori e per lo Stato.
È un tema al quale non possiamo abdicare la nostra responsabilità. La seconda osservazione è che il dibattito c’è stato. Non è vero che è mancato un dibattito pubblico, parlamentare. Peraltro, basta confrontare il testo della legge, come è entrato, e il testo come esce, con l’apporto delle Commissioni parlamentari, per renderci conto che anche il Parlamento ha svolto una parte importantissima nell’aggiungere e modificare, tenendo conto anche delle sensibilità e dei problemi diffusi nel settore. In questo senso la scelta della delega corrisponde esattamente ad un modello di tipo democratico, vista la delicatezza del tema, ovvero vogliamo continuare il dialogo con il settore, vogliamo continuare il dialogo con gli operatori e anche il definire la delega – e il tempo c’è per definire la delega – va fatto non chiudendoci in un’unica decisione. L’alternativa tra fare tutto o non fare niente, come anche oggi viene proposto, è invece quella di fissare dei punti di riferimento e arrivare il più rapidamente possibile a renderli operativi, ma dopo avere anche continuato il dialogo. La terza ed ultima considerazione: dopo la Bolkestein si è determinata un’impasse nel nostro Paese, un’impasse nel dibattito, una difficoltà, una problematica che ha coinvolto gli operatori, che ha coinvolto le forze politiche sulle decisioni da prendere, su quale fosse la linea più efficace, su come tutelare meglio gli operatori.

Il tentativo ad oggi, dopo tutto il tempo che è passato, dopo gli approfondimenti, dopo le vicende che adesso ha ricordato anche l’onorevole Pizzolante in termini di rapporto con l’Europa, di continuare a negare la realtà non è difendere gli operatori, ma è lasciarli allo sbando, è lasciarli di fronte a logiche di mercato che neghiamo, ma non le controlleremo se continuiamo ad avere un atteggiamento che le nega completamente. Quello che, invece, si tenta di fare con questa scelta, con questi contenuti è proprio di tutelare gli operatori, andare incontro agli operatori italiani che hanno costruito questo settore e che si trovano esposti, se non trovano un punto di protezione e anche di aiuto da parte dell’intervento legislativo. Sostanzialmente, la scelta dei tempi di transizione, da un lato, e del legittimo affidamento, dall’altro, sono i due presupposti che consentono agli operatori italiani di affrontare questa materia con la tutela e anche la tranquillità che lo Stato italiano li accompagna, li protegge nell’ambito delle regole, ma, soprattutto, li mette nelle condizioni di vincere la sfida che si è aperta, che è una sfida molto ampia e che non può essere assolutamente considerata una sfida da negare. Queste sono le ragioni per le quali io penso che il Parlamento faccia bene ad approvare questa delega, questa legge che è in funzione di una delega, e l’impegno del Governo è di non lasciare nulla di intentato perché questa si realizzi nei tempi più brevi possibili».

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