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Molestie sessuali al Parlamento Europeo, Daniela Aiuto: “Necessario fare chiarezza”

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Un’inchiesta pubblicata domenica 22 ottobre dal Sunday Times ha puntato il dito contro il Parlamento europeo accusandolo di essere un “focolaio di molestie sessuali”.
Secondo quanto riferito dal giornale, che pubblica le testimonianze di diverse assistenti, alcune donne che hanno lavorato all’Europarlamento avrebbero accusato i politici di averle palpeggiate, molestate e trattate come “pezzi di carne”. Il Sunday Times mantiene anonime le vittime dei presunti reati in quanto nessuna di loro ha denunciato gli abusi alla polizia.
Considerata la gravità dei fatti, questa settimana in Plenaria al Strasburgo, si è svolto un dibattito sul tema delle molestie sessuali nelle istituzioni Ue e Daniela Aiuto del gruppo EFDD, in qualità di membro della Commissione FEMM, è intervenuta sull’argomento.

Di seguito, riportiamo il testo del suo discorso:

“Cari colleghi,

in Commissione FEMM ci occupiamo quotidianamente di tematiche quali quelle degli abusi sessuali e di ogni altra forma di violenza nei confronti delle donne, anche sul posto di lavoro.
Si tratta di una triste realtá che coinvolge ogni ambito lavorativo, ed il Parlamento Europeo, ahimé, come ogni altro luogo di lavoro, non é immune da tali comportamenti deprecabili.
Molti di voi si sono indignati per le notizie divulgate dai giornali, per questo velo di omertá che é caduto sulla istituzione di cui facciamo parte. Molti altri hanno trovato il coraggio di denunciare piccoli e grandi accadimenti riconducibili all’abuso sessuale, che senza questa inchiesta giornalistica sarebbero rimasti nel silenzio e nell’oblio.
Saltare sulla sedia dinnanzi ad accuse di tal specie è una reazione comprensibile, cosí come è comprensibile da parte della Istituzione fare chiarezza e pulizia immediata per non rischiare di vedere la propria autorevolezza e il proprio onore intaccati da azioni infamanti compiute da singoli personaggi.

Ma cerchiamo di non essere ipocriti e di non fare, come spesso accade, una giustizia di serie A ed una di serie B: la stessa indignazione, la stessa risolutezza ed immediatezza nei provvedimenti, la stessa severitá e tolleranza zero verso tali nefandezze deve essere applicata sí all‘interno del Parlamento europeo, ma parimenti e con lo stesso vigore in tutti i luoghi di lavoro sia pubblici che privati.
É bene dare il buon esempio. É bene agire con fermezza, ma non dimentichiamoci che questo Parlamento è lo specchio di quello che accade fuori, nel mondo reale, dove una sotto-cultura basata sullo sfruttamento sessuale permea ogni ambito.
In quante università accade, ad esempio, che giovani studentesse debbano subire molestie sessuali da parte di qualche docente indegno? In quanti uffici, anche pubblici, le dipendenti sono oggetto di attenzioni particolari dei loro dirigenti? Ed a quante donne viene offerto un posto di lavoro, oggi più che mai spesso miraggio in realtá ancora devastate dalla crisi economica, in cambio di prestazioni non propriamente definibili di tipo professionale.

Viene rabbia a pensare che per ogni denuncia, che poi per clamore finisce sui giornali, vi sono centinaia di casi che rimangono nel silenzio: per paura, per vergogna, per senso di colpa.
Ecco, potremo dire di aver agito per il meglio, e di aver fatto il bene delle donne e anche degli uomini vittime di tali comportamenti osceni, quando agiremo nei confronti di ogni forma di abuso sessuale all’interno dei confini dell’Unione europea con la stessa solerzia con la quale stiamo agendo oggi per controbattere quello che avviene dentro casa nostra. #MeToo”

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