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“A 500 anni dalla Riforma Protestante Lutero ha ancora tanto da insegnare” foto

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VASTO. Un Teatro Rossetti gremito di persone, ieri sera, accorse per ascoltare monsignor Bruno Forte arcivescovo della diocesi Chieti-Vasto che ha discusso del suo libro “Il giovane Lutero e la grazia della giustificazione” in occasione dei 500 anni dalla Riforma Protestante. A moderare l’incontro a cui hanno preso parte Claudio Palumbo, Vescovo di Trivento e Storico della Chiesa e Luca Anziani, Pastore Valdese, è stato Nicolino Santilli, Direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto.

Tantissimi i punti analizzati sullo sfondo di uno scenario molto ampio dal punto di vista storico-filosofico e religioso. Tanti temi per molti dei quali non sarebbe bastata una intera giornata per parlarne in modo esaustivo, tuttavia, nonostante i limiti temporali, è stata colta la grandezza del libro di Bruno Forte, un libro dalle piccole dimensioni che racchiude anni di studio, di ricerca e di elaborazioni. Con Claudio Palumbo è stato ripercorso il panorama storico culla delle tesi luterane, e dunque le idee dei numerosi teologi, filosofi e di altre personalità più o meno vicine a Lutero che hanno contribuito a fare di lui l’uomo della Riforma. Chi è l’uomo che riflette su Dio al tempo di Lutero? Come intendere Dio stesso? Come giungere alla salvezza e cos’è la fede? Queste sono le domande che si pone Lutero e che diventano per lui una vera  e propria sfida. Il suo punto di partenza e il suo punto di arrivo coincidono in Dio. Lutero è stato colui che ha riscoperto Dio, la potenza della grazia divina. L’uomo infatti non deve soddisfare Dio in alcun modo, ma deve semplicemente avere fede in Lui, perché Egli è già innamorato dell’uomo. Le opere allora vengono dopo, Dio ci salva per la sua infinita grazia e misericordia.

Un incontro partecipato che ha catalizzato l’attenzione dei presenti con quei temi che ancora oggi scuotono l’animo di chi è credente.

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