vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Nella Giornata dell’Economia la parola agli studenti del Liceo Economico Sociale fotogallery

Più informazioni su

VASTO. Si è aperta con l’intervento del professor Emanuele Felice – docente di Storia economica presso l’Università Chieti-Pescara – la Giornata dell’Economia all’Istituto “Pantini-Pudente” di Vasto. Una mattinata intensa che ha visto protagonisti gli studenti del Les, il Liceo Economico Sociale, coordinati dai professori Antonia Iacovelli e Pietro Lalla. Nella prima parte dell’incontro il professor Felice ha illustrato la situazione del Mezzogiorno d’Italia, rapportandolo alle altre regioni europee. Dati alla mano, il nostro Sud, Abruzzo compreso, rappresenta una delle aree più lente, in cui stenta a realizzarsi un reale sviluppo economico. E’ stata poi fatta una disamina storica a partire dalla seconda metà dell’800 sino ai nostri giorni, cercando di indagare le ragioni di questo ritardo. Felice ha preso in esame le cosiddette tesi assolutorie, cioè quelle che vogliono un Sud depredato da un Nord ingordo, oppure quelle che giustificano il Sud per via della sua posizione geografica defilata rispetto ai paesi ricchi dell’Europa; e le tesi accusatorie, ossia quelle per cui al Sud non ci sarebbe nessuna capacità di creare impresa perché ci si adagia su una sorta di comodo assistenzialismo. La conclusione  a cui si è giunti è che ci portiamo dietro dei ritardi storici, quali un tasso di analfabetismo storicamente diffuso più a Sud che nel centro o nel nord, una resistenza alle innovazioni dovuta al tipo di economia gattopardesca del periodo pre-unitario, basata sul latifondismo.
Il Sud Italia continua a perdere terreno ed è al momento la regione più arretrata tra quelle dei paesi avanzati; senza investimenti adeguati sulla ricerca e sull’istruzione, senza lo snellimento della burocrazia, senza un reale contrasto alla malavita organizzata. Un divario destinato ampliarsi.

Nella seconda parte della mattinata è toccato agli studenti relazionare su temi importanti e complessi. Ha iniziato la V A che ha affrontato la questione del Jobs Act ripercorrendo le origini dell’attuazione della riforma per poi analizzarne punti di forza e punti di debolezza. Sempre la classe V ha indagato il tema dell’Industria 4.0, fenomeno rivoluzionario che punta all’aumento dell’occupazione sulle base di nuove risorse tecnologiche. Queste vanno a migliorare la produzione e la ricerca con conseguenti agevolazioni per le aziende che investono nella digitalizzazione. Un altro dei temi attuali affrontati dai ragazzi del quinto è stato il lavoro sommerso, più conosciuto come “lavoro nero” che coinvolge oltre 3 milioni di italiani.

Le classi I e II A hanno analizzato il tema del caporalato, diffuso in tutti i settori lavorativi ma in particolare in quello agricolo. Un fenomeno inquietante che si presenta come totale assenza di diritti per i lavoratori e che con l’aumento dell’immigrazione assume contorni sempre più allarmanti. L’ultimo tema trattato dalla III A, non per importanza, è stato l’indipendenza catalana richiesta attraverso il referendum del 1° ottobre, considerato anticostituzionale. Gli studenti hanno analizzato le conseguenze sia economiche che giuridiche della separazione della Catalogna dal resto della Spagna.

Più informazioni su