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4 novembre, giorno del ricordo: “Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia” fotogallery

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VASTO. Oggi 4 novembre si celebra in tutta Italia la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Come da tradizione, anche a Vasto le autorità, le associazioni combattentistiche e d’Arma si sono riunite in corteo per ricordare tutti i combattenti che hanno dato la vita per la patria. Il 4 novembre 1918 venne sancita infatti la fine della Prima Guerra Mondiale. A partire da Corso Italia, un lungo corteo di studenti, Forze Armate, associazioni e autorità politiche ha attraversato Piazza Rossetti per recarsi in Piazza Caprioli e deporre una corona d’allora al monumento ai Caduti e subito dopo in Via Adriatica presso il Monumento ai Caduti in mare. Presenti il sindaco di Vasto Francesco Menna, il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca e l’assessore del Comune di Cupello Antonella Buda oltre a componenti della Giunta Comunale di Vasto. Hanno preso parte alla cerimonia anche le classi V B e V C della Scuola “Spataro”, alcune classi delle scuole “Rossetti” e “Paolucci” e gli studenti dell’indirizzo “Musicale” del “Mattioli” di Vasto che hanno allietato la cerimonia con le loro note. La celebrazione si è aperta con la benedizione della corona d’alloro da parte di don Gianfranco Travaglini. 

Il sindaco Francesco Menna non ha mancato di ricordare l’importanza storica di questa data ringraziando tutti gli uomini delle Forze Armate che con il loro lavoro ed il costante impegno danno sicurezza alla città, incarnando l’insieme di valori morali che sin dal passato ci sono stati tramandati come fondamento dell’intero Stato italiano. Un pensiero poi agli studenti presenti, affinché non sottovalutino mai l’importanza della libertà e quanto essa sia stata difficile da conquistare

In uno dei giorni più importanti per l’Italia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tenuto a Roma un discorso che è stato letto con grande commozione anche a Vasto.

«Il 4 novembre celebriamo la conclusione della Grande Guerra, una tragedia che causò enormi sofferenze all’intero continente europeo e provocò lutti in ogni contrada d’Italia. Una catastrofe voluta dagli uomini e che, pur nelle sue immani proporzioni, non riuscì ad evitare nel secolo scorso un altro conflitto mondiale e guerre regionali che hanno continuato a devastare l’Europa.
In questo giorno, in cui ricordiamo la conseguita completa Unità d’Italia e rendiamo onore alle Forze Armate, rivolgo il mio pensiero commosso a tutti coloro che si sono sacrificati sull’Altare della Patria e della nostra libertà, per l’edificazione di uno Stato democratico ed unito. Coltivare la loro memoria significa comprendere l’inestimabile ricchezza morale che ci hanno trasmesso e rappresenta, per tutti noi, lo stimolo più profondo ed autentico per adempiere ai nostri doveri di cittadini d’Italia e d’Europa, che credono nella solidarietà e nella convivenza pacifica fra i popoli.

Nel loro ricordo intramontabile rendo omaggio alle sacre spoglie del Milite Ignoto, rappresentante di tutti i figli d’Italia di quella generazione che, quasi un secolo fa, diedero la vita per il nostro Paese.
Quest’anno ricorre il centenario della ritirata di Caporetto, un episodio estremamente doloroso per i soldati e per le popolazioni coinvolte, a cui, tuttavia, l’Italia seppe reagire con l’orgoglio e la determinazione di una giovane Nazione.
Numerose furono, in quei difficili giorni, le testimonianze di eroismo e di sacrificio dei nostri soldati. Intere unità vennero chiamate a resistere fino all’estremo sacrificio, soccombendo di fronte a forze soverchianti.
Tanti di quegli eroi sono rimasti ignoti, ma a tutti loro e a quanti ci donarono il compimento del disegno risorgimentale va la gratitudine del Paese.
Soldati, marinai, avieri, carabinieri, finanzieri e personale civile della difesa, alla vostra abnegazione e professionalità appartiene la custodia di una tradizione di valori, civiltà e cultura propri della nostra storia. Siate sempre degni del giuramento di fedeltà prestato alla Repubblica. A voi è affidata la presenza dell’Italia in diversi contesti di crisi, al servizio della sicurezza del Paese e della Comunità internazionale.

A voi tutti porgo il mio augurio ed un affettuoso saluto, con le espressioni della più viva stima, a nome dell’intero popolo italiano.

Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia»!

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