Covid e sedentarietà: "Rischi per la salute con alimentazione sbagliata e senza attività fisica"

Il 24enne personale trainer Danilo Gabriele spiega l'impatto psicologico della pandemia

Attualità
domenica 24 gennaio 2021
di Francesco Di Fonzo
Il 24enne personal trainer Danilo Gabriele
Il 24enne personal trainer Danilo Gabriele © Personale

VASTO. Le misure restrittive statuite da decreti governativi, ed i conseguenti periodi di reclusione forzata che perdurano ormai da quasi un anno, rischiano di avere delle serissime ripercussioni sul benessere psicofisico dell’intera collettività, e sui giovani in modo particolare.

Danilo Gabriele, 24 anni, personal trainer invictus di terzo livello, ha affrontato un tema molto delicato e di primaria importanza che, colpevolmente, è stato trascurato nel corso dei mesi a causa della miopia della classe dirigente.
La preoccupazione generale nel monitorare l’andamento dei contagi, i continui dibattiti sul vaccino e l’impellente necessità di contenere la diffusione del virus, hanno infatti totalmente oscurato una problematica estremamente attuale dagli effetti potenzialmente rovinosi.

Quasi mai presa in considerazione dall’esecutivo e fin troppo spesso additata come causa unica delle continue impennate della curva dei contagi, la “Generazione Covid” è tutt’ora chiamata ad affrontare, in uno scenario apocalittico, una prova di resistenza estrema e del tutto anacronistica.

I ragazzi hanno infatti soffocato per svariati mesi quel desiderio di libertà, socialità e movimento insito nella natura umana, che raggiunge il suo acme in età giovanile diventandone un’autentica peculiarità, si sono adattati ad uno stile di vita nuovo, cambiando le proprie abitudini ed ignorando gli istinti più puri:

Prima ero continuamente in movimento, conducevo una vita molto attiva basata sull’attività fisica. Con il Covid è cambiato tutto, improvvisamente mi sono ritrovato rinchiuso dentro le mura di casa” – spiega Danilo. “Un cambiamento radicale che mi ha letteralmente spiazzato e a cui mi sono sì adattato, ma non senza difficoltà”.

Dopo un lungo periodo di reclusione affrontato sfoggiando una resilienza sociale quanto mai stoica, le resistenze che in un primo momento apparivano inscalfibili, e adesso iniziano a vacillare, sono inevitabilmente destinate a sgretolarsi.
Il clima di incertezza, la mancanza di garanzie e rassicurazioni e le continue limitazioni della libertà personale stanno progressivamente minando la salute psichica dei giovani, generando al contempo ansia, insicurezza e frustrazione:

Quello che mi preoccupa maggiormente è l’impatto psicologico della pandemia. Sono sempre stato positivo, convinto che tutto sarebbe finito in un tempo ragionevole. Ora sto iniziando però ad avvertire i primi segnali di sconforto, non riesco a capire quando tutto tornerà alla normalità, sono esausto mentalmente”.

La situazione è anche più seria se si considera che i potenziali danni psicologici finiscono per ripercuotersi irrimediabilmente sulla condizione fisica del soggetto.
I prolungati periodi di cattività possono infatti generare una forte instabilità emotiva che, nelle situazioni più serie, può anche dar vita a forme di depressione di diversa entità.
Nella maggioranza dei casi l’individuo sceglie di affrontare una situazione simile in modo erroneo, sfogando il proprio umore con il cibo, andando così incontro al rischio di squilibri alimentari e nutrizionali oltre che ad inevitabili accumuli di grasso corporeo.
L’assenza di un regime alimentare sano ed il protrarsi della sedentarietà, mettono a rischio l’efficienza del sistema immunitario, esponendolo di conseguenza a malattie di ogni genere, Covid incluso:

Sebbene la reclusione obblighi ad una vita meno attiva, ognuno continua a mangiare secondo le proprie abitudini. La sedentarietà sopprime sempre di più la voglia di muoversi, innescando un circolo vizioso molto pericoloso per la salute” – spiega Danilo.

Non è questo dunque il momento più indicato per lasciarsi andare a peccati di gola, anzi. Il lockdown consente di avere più tempo a disposizione rispetto ai ritmi frenetici che caratterizzavano la quotidianità nel periodo antecedente la pandemia. Tempo che può e deve essere sfruttato per concentrarsi sull’attività fisica e su un regime alimentare più equilibrato e proporzionato al dispendio calorico giornaliero del singolo:

“Data la situazione è importante tenersi sempre attivi con l’attività fisica. Anche chi non si è mai allenato deve impegnarsi e sfruttare il tanto tempo a disposizione per concentrarsi su se stesso. Si finisce altrimenti per abbuffarsi sul divano, indebolendo così il sistema immunitario. E’ importante mangiare bene, concedendosi anche qualche sfizio ma stando attendi alle quantità”.

E’ dunque di fondamentale importanza non utilizzare la situazione epidemica in essere come una scusante bensì considerare tale momento di difficoltà come punto di partenza per un miglioramento personale. Una strada sicuramente più complessa, almeno inizialmente, rispetto ad una vita all’insegna della sedentarietà ma estremamente più rispettosa verso il proprio corpo e la propria salute:

“Abbi cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere diceva Jim Rhon. Dipende tutto dalle scelte personali perché chi vuole davvero migliorare può farlo anche se la situazione è apparentemente proibitiva. Bisogna sempre avere cura di se stessi, è la cosa più importante che possiamo fare”.